Castellammare. Base Popolare: «Dissesto idrogeologico, 14 anni di ritardi»
LA FRANA
26 settembre 2026
LA FRANA

Castellammare. Base Popolare: «Dissesto idrogeologico, 14 anni di ritardi»

La forza politica chiede l'intervento della Regione
Tiziano Valle

L’ondata di maltempo che si è abbattuta tra giovedì notte e venerdì su Castellammare di Stabia ha riportato in superficie una ferita mai rimarginata: quella del dissesto idrogeologico. Fango, detriti e allagamenti hanno nuovamente travolto il Centro Antico, le aree portuali, via Acton e la Strada Statale Panoramica Sorrentina, riproponendo uno scenario fin troppo familiare ai residenti.

Gli allarmi ignorati

A sollevare con forza il problema è il gruppo politico Base Popolare Democratici e Progressisti, che denuncia una situazione d’emergenza diventata ormai cronica: «Scene che si ripetono negli anni e che, ancora una volta, tra giovedì notte e venerdì, ci hanno ricordato l’esistenza di un pericolo costante per la sicurezza degli abitanti del Centro Antico, per le attività che si svolgono nel Porto e per la sicurezza della stessa strada statale. Emergenze che stanno interessando sempre di più anche via Acton, già coinvolta negli interventi per la messa in sicurezza del belvedere e dai problemi legati alla Colonia Ferrovieri».

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Il nodo dei finanziamenti mai spesi

Il punto centrale della protesta riguarda le risorse economiche assegnate ma mai effettivamente impiegate per la messa in sicurezza dei versanti del Monte Faito. La delibera CIPE  del 2012 e l’Accordo di Programma del 2010 avevano destinato 10 milioni di euro per la sistemazione degli alvei torrentizi e le opere idrauliche incombenti sulla Panoramica. A distanza di 14 anni, tuttavia, i cantieri non sono mai partiti. Con l’aumento dei costi delle materie prime, già nel 2022 si stimava che quei 10 milioni sarebbero bastati soltanto per una parte delle opere (gli alvei Rivo Sciuscelle al Cognuloe Rivo Piazza Grande-Castello), evidenziando la necessità di ulteriori 13 milioni per completare i versanti e altri 10 milioni per le zone portuali e le vie d’accesso al Faito.

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L’appello al governatore Fico

A quattro anni dalle ultime perizie tecniche — ed al netto di un iter progettuale già completato — la gara d’appalto resta immobile. I rappresentanti di Base Popolare Democratici e Progressisti definiscono la situazione un «disastro e una vergogna», chiamando in causa direttamente i vertici di Palazzo Santa Lucia e il Presidente del Consiglio Regionale, Roberto Fico: «La Regione deve intervenire, lo chiediamo in primo luogo al Presidente Fico: è urgente mettere in campo un progetto e le risorse per realizzare gli interventi necessari. Un progetto che punti ad ampliare le stesse competenze del Parco dei Monti Lattari, anche alla tutela del prezioso bacino sorgentizio».

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Il pensiero di Base Popolare

La nota si chiude con una riflessione sul valore del patrimonio naturale stabiese e sui rischi derivanti dalla mancanza di manutenzione del territorio:«Faito è una grande risorsa, un’opportunità da tutelare e valorizzare di più, per tenere assieme le urgenze che ci rimanda la crisi ambientale e le opportunità per completare l’offerta turistica. Faito è la montagna che ci protegge, insieme al mare disegna uno scenario unico al mondo: la stiamo trasformando, per la nostra incapacità e incuria, in un pericolo che incombe sulla città».