Pompei città cardioprotetta: 15 defibrillatori e agenti formati per salvare vite
IL PROGETTO
26 settembre 2026
IL PROGETTO

Pompei città cardioprotetta: 15 defibrillatori e agenti formati per salvare vite

Al via il piano del Comune: dispositivi hi-tech sul territorio e a bordo dei mezzi della polizia municipale. Corso BLSD con la Croce Rossa.
Marco Cirillo

Un battito d’ali nel cuore della storia, che da oggi è decisamente più sicuro. L’amministrazione Tortora lancia il progetto Pompei Cardioprotetta, un piano integrato per abbattere i tempi di soccorso in caso di arresto cardiaco improvviso. La città si dota di 15 defibrillatori semiautomatici (DAE) di ultima generazione, posizionati nei punti strategici e a bordo dei mezzi della Polizia Municipale. Un’iniziativa fortemente voluta dal sindaco (e medico) Giuseppe Tortora per allineare la città ai più alti standard di sicurezza europei.

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Soccorso mobile e teche intelligenti
La vera svolta del piano risiede nella capillarità e nella tecnologia. I nuovi defibrillatori non saranno solo fissi: le apparecchiature andranno a equipaggiare direttamente le auto e le moto della polizia municipale, trasformando i veicoli in vere e proprie unità mobili di primo intervento. Per i dispositivi posizionati all’esterno, sono state scelte colonnine di custodia termoregolate: un sistema intelligente le mantiene calde d’inverno e fresche d’estate, proteggendo l’elettronica e le batterie dagli sbalzi climatici.

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La formazione con la Croce Rossa
Il progetto voluto dal sindaco Tortora è curato in prima persona dal consigliere alla Sanità Gianfranco Benincasa, con il costante supporto di Mario Cerchia, componente del gruppo di lavoro istituito dal primo cittadino. Gli istruttori della Croce Rossa Italiana (sede di Pompei) hanno già fatto partire i corsi BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) dedicati al personale comunale e agli agenti della polizia municipale. Sotto la guida del comandante, il colonnello Gaetano Petrocelli, gli agenti aggiungono così la competenza medica alla loro quotidiana attività di vigilanza sul territorio.

Una tutela per i flussi turistici
La necessità di un presidio così avanzato nasce anche dall’analisi dei flussi turistici che affollano Pompei. Tra i milioni di visitatori del sito archeologico si registra un’alta percentuale di persone ultraottantenni. Si tratta di una fascia di popolazione particolarmente esposta a malori improvvisi e crisi coronariche, spesso accentuate dalle lunghe camminate e dalle temperature torride dell’estate campana. Residenti e turisti possono così contare su una rete di sicurezza pronta a scattare in pochissimi secondi.