Omicidio di Garlasco, Alberto Stasi torna libero
Alberto Stasi lascia definitivamente il carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza presentata dai suoi legali, concedendogli…
La Procura di Pavia chiude per la seconda volta le nuove indagini su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007. Dopo gli ulteriori accertamenti disposti a fine maggio, arrivati anche alla luce delle consulenze depositate dalla difesa, i pm hanno messo agli atti una nuova serie di consulenze e notificato un altro avviso di conclusione delle indagini. È un passaggio destinato a pesare sul futuro dell’inchiesta. Tra i nuovi accertamenti ci sono quelli sull’impronta 33, la traccia palmare individuata sul muro della scala della villetta di via Pascoli, e quelli sulla scarpa lasciata sulla scena del delitto. A questi si aggiungono gli approfondimenti sul Dna. Il punto fermo indicato dalla Procura sull’impronta 33 è netto: gli ultimi accertamenti non hanno modificato la precedente attribuzione della traccia ad Andrea Sempio. L’impronta, secondo i consulenti dell’accusa, resta riconducibile all’uomo oggi indagato nell’inchiesta riaperta sul delitto.
La traccia si trova sul muro della scala che conduce al piano seminterrato della villetta, proprio nell’area nella quale venne trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi. La Procura aveva già sostenuto che la corrispondenza fosse stata individuata sulla base di 15 minuzie dattiloscopiche. Ora gli approfondimenti integrativi non avrebbero fatto emergere elementi tecnici capaci di modificare quella conclusione. La difesa, nel frattempo, aveva sottoposto la traccia a ulteriori valutazioni e aveva contestato la possibilità di utilizzarla come elemento a carico dell’indagato.
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C’è poi un particolare che riguarda la natura stessa della superficie sulla quale venne lasciata l’impronta. Gli accertamenti sugli intonaci hanno approfondito anche la possibilità che una mano sporca di sangue possa aver lasciato una traccia sulla parete senza che la componente ematica sia stata necessariamente individuata dagli esami genetici. La Procura, in sostanza, non afferma che l’impronta 33 sia certamente una impronta insanguinata. Gli approfondimenti servono però a sostenere la possibilità che il sangue presente su una superficie muraria possa non essere stato rilevato, anche in presenza di una traccia lasciata da una mano che ne fosse contaminata.
Ancora più delicato è il capitolo delle calzature. Le nuove consulenze non consentono, secondo la Procura, di sostenere l’esistenza di un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Sempio e la traccia della scarpa individuata nella villetta.La scarpa indicata negli accertamenti è una Frau numero 42. Secondo le nuove valutazioni, le sue dimensioni risultano compatibili con quelle del piede di Andrea Sempio.Un elemento che, nella ricostruzione dell’accusa, assume rilievo perché la traccia della scarpa è stata individuata tra quelle repertate nella scena del delitto. La consulenza non dice però che quella scarpa appartenesse a Sempio o che sia stato lui a lasciare materialmente la traccia: stabilisce una compatibilità fisica, escludendo l’incompatibilità che avrebbe potuto rappresentare un elemento a suo favore. Nel nuovo fascicolo trovano spazio anche gli approfondimenti sul Dna. La Procura ha riesaminato le osservazioni formulate dalla consulenza della difesa e gli elementi genetici già presenti negli atti dell’inchiesta originaria, risalente al 2007. Dalle nuove consulenze emerge, secondo quanto e’ possibile dedurre dalla nota del procuratore Fabio Napoleone, che i carabinieri del Ris di Parma nascosero che sui pedali della bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi non venne rilevata nessuna traccia di dna sui pedali attribuibile a Chiara Poggi.