Musica negli Scavi di Pompei: Simply Red e Baglioni per l'estate 2027
Un cortocircuito temporale e culturale che si consuma tra i millenari vicoli di Pompei, dove la pietra antica si conferma…
Mentre le sale cinematografiche celebrano il kolossal di Christopher Nolan, l’eco dell’Odissea risveglia una fascinazione antica, le cui radici si intrecciano da duemila anni con la pietra di Pompei. Se oggi il pubblico riscopre il tormentato viaggio dell’eroe omerico attraverso il cinema contemporaneo, nella città vesuviana quell’epopea non è mai stata una novità. Nelle stanze dove la nobiltà romana consumava la propria quotidianità, il mito di Odisseo era un elemento vivo, un manifesto culturale e un ornamento d’eccezione che dettava le tendenze dell’arte parietale dell’epoca.
Musica negli Scavi di Pompei: Simply Red e Baglioni per l'estate 2027
Un cortocircuito temporale e culturale che si consuma tra i millenari vicoli di Pompei, dove la pietra antica si conferma…
La continuità culturale
Il Parco archeologico di Pompei, diretto da Gabriel Zuchtriegel, ha voluto ricordare questa straordinaria continuità culturale con una riflessione che unisce l’attualità e la storia millenaria del sito. «Negli ultimi mesi se ne parla molto, complice il nuovo film di Christopher Nolan ispirato al capolavoro omerico. Ma a Pompei, Ulisse era già di casa», spiegano dal Parco in una nota ufficiale che fotografa una passione mai tramontata. Un legame profondo, testimoniato dalla ricchezza di dettagli iconografici emersi nel corso degli scavi e distribuiti nelle dimore più prestigiose della città antica. L’eroe del ritorno, con il suo bagaglio di astuzia, sofferenza e determinazione, rappresentava il soggetto ideale per mostrare il prestigio e l’erudizione dei padroni di casa.
La Pompei inquieta di Zuchtriegel tra fede e vecchi Dei
La presentazione del libro La Pompei inquieta di Zuchtriegel tra fede e vecchi Dei Il Direttore del Parco Archeologico all’incontro…
Il viaggio
«Nelle domus pompeiane le tappe del suo viaggio verso Itaca erano un soggetto amatissimo per decorare le pareti di casa: il cavallo di Troia, i Lestrigoni, Circe, Polifemo, i pericoli affrontati lungo la rotta», evidenziano dal Parco, tracciando una mappa visiva delle meraviglie pittoriche che ancora oggi lasciano senza fiato i visitatori. La conservazione di questi capolavori racconta un’altra storia di viaggi e scoperte. Molte delle opere che un tempo decoravano gli ambienti privati dei pompeiani hanno infatti varcato i confini del sito archeologico. «Alcune di queste pitture sono oggi conservate al Mann – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, altre hanno viaggiato fino a musei di tutto il mondo, altre ancora si possono ammirare esattamente dove furono dipinte, tra le case degli scavi», prosegue il testo.
Gli esempi a Pompei
Tra gli esempi più fulgidi spiccano il Cavallo di Troia della Casa del Menandro, l’incontro di Ulisse con Penelope dal Macellum, la Lavanda dei piedi dal Ritorno di Ulisse nella Casa di Championnet, e i Lestrigoni della Casa della Statuetta indiana. Il parallelo tra l’immaginario visivo del passato e la narrazione hollywoodiana mette in luce l’immortalità dell’archetipo omerico. Il cinema rinnova un rito collettivo che i romani celebravano tra le mura domestiche. Come conclude il Parco archeologico di Pompei, si tratta di un filo rosso teso nel tempo: «A distanza di duemila anni, mentre nelle sale di tutto il mondo il film di Nolan riporta l’epopea di Ulisse sul grande schermo, a Pompei quella stessa storia non ha mai smesso di essere raccontata». Ed è proprio così: tra i vicoli di pietra, la pellicola di duemila anni fa continua a scorrere.