Maxi sequestro da 5 milioni di euro all'imprenditore del clan
Un patrimonio da cinque milioni di euro finisce sotto confisca. È il risultato dell'operazione eseguita dalla Direzione Investigativa Antimafia di…
Era latitante dallo scorso 3 marzo e, quando i carabinieri sono arrivati per arrestarlo, ha provato a sparire dentro un armadio. Non dietro una parete o attraverso una via di fuga, ma in un vano ricavato nel doppio fondo del mobile, dove aveva cercato di nascondersi. È finita così la latitanza di Giuseppe Del Prete, ritenuto dagli investigatori un esponente di vertice del clan Mazzarella. Il blitz è scattato all’alba nel quartiere Forcella, dove i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli-Stella lo hanno individuato e arrestato. Del Prete era destinatario di un provvedimento giudiziario per associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. La sua cattura arriva al termine delle ricerche avviate dopo la sua irreperibilità.
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Il nascondiglio nell’armadio
I carabinieri hanno raggiunto l’abitazione di Forcella nelle prime ore del mattino. Durante la perquisizione hanno individuato il nascondiglio utilizzato dal ricercato: un vano appositamente ricavato nel doppio fondo di un armadio. Del Prete si era infilato all’interno nel tentativo di evitare l’arresto, ma il nascondiglio non è bastato a impedirne la cattura. Il nome dell’uomo era già finito al centro di una complessa indagine condotta dalla Squadra Mobile di Napoli, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, che ha ricostruito l’attività dei gruppi riconducibili al clan Mazzarella.
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Il ruolo contestato nel clan
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Del Prete sarebbe stato un affiliato di spicco del clan Mazzarella, con un ruolo operativo nei diversi settori di interesse dell’organizzazione. Gli inquirenti gli contestano, in particolare, la partecipazione alla gestione del traffico di droga e delle estorsioni. Il suo coinvolgimento sarebbe emerso anche dalle riunioni alle quali avrebbe partecipato insieme agli altri esponenti del gruppo e durante le quali, secondo l’accusa, venivano discusse le strategie criminali. L’inchiesta ha ricostruito l’operatività dei gruppi del cartello Giuliano-Ferraiuolo-Mazzarella dal 2020 a oggi, concentrandosi su un’ampia area del centro di Napoli: Forcella, Maddalena, Tribunali, Mercato, San Gaetano e Case Nuove. L’ordinanza emessa dal gip riguarda infatti Del Prete e altri esponenti del cartello criminale.
Le intercettazioni e il pentito
Per ricostruire gli equilibri interni e i rapporti tra i diversi gruppi, gli investigatori hanno utilizzato anche le intercettazioni e le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Giuliano, detto ‘o Russ. A partire dal maggio 2021, secondo quanto riferito dalla Procura di Napoli, gli accertamenti hanno consentito di delineare gli assetti del clan Mazzarella nell’area nella quale Del Prete avrebbe operato. Il suo ruolo, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe stato quello di collaborare con i vertici del cartello nei diversi settori delle attività criminali, dalla droga alle estorsioni.
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Un sistema che, sempre secondo gli investigatori, si muoveva all’interno della più ampia geografia criminale napoletana e che vede il clan Mazzarella contrapposto alla federazione mafiosa dell’Alleanza di Secondigliano. Ora, dopo quasi sette mesi di latitanza, Del Prete è stato individuato e arrestato nel cuore di Napoli. Per lui si apre la fase giudiziaria nella quale dovranno essere vagliate le contestazioni contenute nell’ordinanza. Le accuse, infatti, restano al momento quelle formulate dalla Procura e dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.