Castellammare. Nuovo corso Pd, Nicola Corrado si prende la leadership
POLITICA
30 settembre 2026
POLITICA

Castellammare. Nuovo corso Pd, Nicola Corrado si prende la leadership

I dem ripartono dal dirigente nazionale: «Battiamo i clan»
Tiziano Valle

La ricostruzione del Partito Democratico stabiese riparte da una presa di posizione netta, senza diplomazie e senza sconti. All’incontro convocato dal commissario del circolo cittadino, Arturo Scotto, dal titolo emblematico “Contro la camorra, per la giustizia sociale”, la scena politica locale ha registrato di fatto la leadership di Nicola Corrado.

Il nuovo corso del Pd

Il dirigente nazionale dem, già tra i più inflessibili accusatori e critici della passata amministrazione guidata dall’ex sindaco Luigi Vicinanza — poi travolta dallo scioglimento per condizionamenti e infiltrazioni della criminalità organizzata —, ha assunto di fatto la guida ideale e politica della rifondazione della sinistra cittadina.

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La partecipazione

Alla presenza di dirigenti, alleati e quadri di partito — tra cui Carlo Eresiarco, Luigi Di Martino insieme al padre Andrea, il coordinatore di Italia Viva Nino Longobardi, Marilena Schiano Lo Moriello (Avs), Cataldo Esposito (Socialisti) e la vicesegretaria metropolitana del Pd Nora Di Nocera —, Corrado ha tracciato un solco profondo con il recente passato, chiedendo un’operazione di verità e autocritica senza appello.

Il monito di Corrado

«Voglio ringraziare Arturo Scotto per aver organizzato questo seminario. Lui ha colto un punto essenziale nel lavoro che ci aspetta di riorganizzazione del Partito», ha esordito Corrado, mettendo subito sul tavolo il nodo centrale che attanaglia la città della Reggia. «Qualsiasi ragionamento sui nostri destini e su un destino collettivo ha una premessa necessaria, imprescindibile: dobbiamo combattere e sconfiggere la camorra. Due scioglimenti consecutivi del Consiglio Comunale sono oggettivamente il “dato politico” con il quale dobbiamo fare i conti».

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La narrazione sullo scioglimento

Il leader dem non ha risparmiato stoccate al recente passato, puntando il dito contro le narrazioni di comodo che hanno accompagnato la fine del secondo mandato consiliare. «Il secondo scioglimento rischia di essere accompagnato da una sottovalutazione del nemico che abbiamo davanti, attraverso una sorta di esercizio di “rimozione psicologica” del problema, attraverso una ricostruzione falsa e bugiarda del nostro recente passato politico ed amministrativo. Il Consiglio Comunale non è stato sciolto perché “la parte giustizialista, faziosa e rancorosa del PD” ha lavorato per raggiungere questo obiettivo. No: il consiglio comunale è stato sciolto perché la camorra ha condizionato con i propri voti le ultime elezioni e perché sono emerse tantissime opacità nella gestione della macchina comunale».

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La città nella morsa dei clan

Richiamando gli allarmi lanciati dall’onorevole Sandro Ruotolo e le relazioni della DIA, Corrado ha ripercorso la trasformazione della criminalità organizzata stabiese, passata dalla struttura monarchica di Michele D’Alessandro ad una governance “oligarchica” articolata tra i clan D’Alessandro, Cesarano, Imparato e le consorterie del centro antico e delle periferie. Una mappa criminale capace di inquinare il voto non più attraverso blocchi monolitici, ma differenziando il consenso attraverso il proliferare di “false liste civiche”.

Il patto con il centrodestra

«Bisogna distinguere nettamente tra il contributo necessario della società civile dal falso “civismo criminogeno”», ha rimarcato Corrado. «Negli ultimi anni l’insieme delle false liste civiche ha rappresentato l’ago della bilancia. È necessario un accordo tra centro-destra e centro-sinistra per isolare politicamente questo fenomeno degenerativo». Da qui la ricetta per i prossimi due anni di commissariamento, che prevede una scuola di alta formazione politica, il rifiuto dei mercanteggi post-elettorali con la presentazione preventiva della giunta e un patto etico-territoriale.

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Le infiltrazioni della camorra

Ma è sul piano morale che l’intervento di Nicola Corrado ha raggiunto il suo vertice emotivo e politico, affrontando senza mezzi termini l’assuefazione e le complicità storiche. «Forse oggi non esistono neanche più quei cento passi che separavano la casa di Peppino Impastato da quella di Tano Badalamenti, si è azzerato il confine tra noi e loro, nella misura in cui loro sono “accettati” come parte della nostra comunità. Io ricordo quando, a seguito di un tesseramento vergognoso, ci ritrovammo tra gli iscritti il killer di Tommasino ed altri esponenti del clan D’Alessandro. Noi non siamo magistrati ma sappiamo quali ambienti bisogna evitare, con quali imprenditori non bisogna parlare, quali voti rifiutare».

Il “no” ai voti dei clan 

L’incipit del futuro programma politico del nuovo Pd stabiese, nelle intenzioni del suo nuovo leader, dovrà dunque essere un chiaro ed esplicito disclaimer verso ogni forma di consenso inquinato: «Noi quei voti non li vogliamo, perché quei voti ci fanno schifo, non ci votate perché siamo vostri nemici e vi combatteremo fino alla fine».