Pomigliano | Dalla candidatura a capitale del libro alla «fuga» del Flip Festival
Pomigliano d’Arco si ritrova al centro di un caso che rischia di travolgere non solo una rassegna culturale, ma l’immagine…
Riceviamo e pubblichiamo una nota del gruppo di Rinascita Civile: «Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale di Pomigliano d’Arco, un cittadino presente tra il pubblico, che manifestava pacificamente e in silenzio il proprio dissenso rispetto alla vicenda FLiP, è stato allontanato dall’aula.Il cittadino indossava una maglietta recante la scritta «Appropriazione indebita di Dossier». Come documentato dal video, il suo allontanamento è avvenuto con modalità che riteniamo inaccettabili e con l’intervento della Polizia Municipale. Ancora più grave è quanto emerge dal video in relazione al comportamento di un consigliere di maggioranza, che avrebbe rivolto al cittadino espressioni offensive e ingiuriose, tra cui: “faccia di merda”».
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Pomigliano d’Arco si ritrova al centro di un caso che rischia di travolgere non solo una rassegna culturale, ma l’immagine…
«Nel frattempo, durante la seduta, i tre consiglieri di opposizione sono stati richiamati mentre chiedevano che venissero assunti provvedimenti a fronte delle offese rivolte al cittadino. Non è questo il modo in cui dovrebbe svolgersi il confronto all’interno di un’istituzione democratica. Un Consiglio Comunale dovrebbe essere, prima di tutto, il luogo del confronto, della rappresentanza e del rispetto delle diverse posizioni politiche e civiche. Il dissenso, anche quando è radicale, non può essere trattato come un problema da rimuovere. Quanto accaduto rappresenta, a nostro avviso, un grave segnale politico e istituzionale e una preoccupante compressione degli spazi di agibilità democratica. Pomigliano d’Arco merita istituzioni capaci di ascoltare anche le voci critiche, non di allontanarle.Per questo chiediamo che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto e che, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ciascuno, siano adottati tutti i provvedimenti necessari.Il dissenso non è un disturbo. È parte della democrazia».