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Un’opera idraulica d’epoca romana, custodita nel cuore di Sorrento e tutelata da precisi vincoli culturali e archeologici, trasformata in un deposito abusivo di alimenti a servizio di attività di ristorazione. È quanto emerso a seguito di un’operazione condotta dalla Polizia Metropolitana di Napoli (gruppo USES), nell’ambito delle indagini sulle occupazioni abusive di suolo pubblico nel Comune costiero, delegate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata dal Procuratore Nunzio Fragliasso.
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In data 29 settembre 2026, gli agenti hanno proceduto al sequestro preventivo d’iniziativa del cosiddetto “cunicolo perimetrale delle Cisterne Basse”. Il sito, di proprietà demaniale e di eccezionale valore storico, si trova in Piazza Tasso ed è risultato essere stato arbitrariamente occupato e adibito a deposito al servizio di due distinte attività di ristorazione, entrambe riconducibili alla medesima società.
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Le violazioni contestate e la ricostruzione dei fatti
I reati ipotizzati a carico dei responsabili spaziano dall’invasione di terreni o edifici demaniali (articoli 633 e 639-bis del Codice Penale) alle opere abusive eseguite su beni vincolati (articolo 169 del D.Lgs. 42/2004 – Codice dei beni culturali), fino alla realizzazione di lavori edili in totale assenza del permesso di costruire (articolo 44 del DPR 380/2001). Il blitz è scattato nell’ambito di un capillare censimento sulle indebite occupazioni che interessano le storiche cisterne romane di Spasiano. La Polizia Metropolitana è intervenuta in esecuzione di uno specifico decreto di ispezione dei luoghi emesso dalla Procura torrese. Durante la verifica sul posto, gli agenti hanno accertato il mutamento non autorizzato della destinazione d’uso del cunicolo demaniale.
L’ipogeo era stato attrezzato come dispensa per le derrate alimentari dei due locali commerciali. Per facilitare il passaggio e collegare direttamente la struttura archeologica ai ristoranti, erano state persino aperte due porte d’accesso realizzate ad hoc nei muri del complesso.
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Il pozzo abusivo nell’area archeologica
L’ispezione ha consentito di scoprire un’ulteriore grave alterazione del sito di interesse archeologico: all’interno del cunicolo ricadente nel perimetro delle cisterne di Spasiano — considerate una straordinaria testimonianza di ingegneria idraulica d’epoca romana — era stato scavato un pozzo dotato di un’elettropompa di sollevamento. Il provvedimento di sequestro preventivo si trova ora nella fase delle indagini preliminari e dovrà essere sottoposto alla convalida del Giudice per le Indagini Preliminari, con la possibilità per le parti di proporre ricorso al Tribunale del Riesame.
Come evidenziato nella nota a firma del Procuratore Nunzio Fragliasso, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’eventuelle sentenza definitiva di condanna. Nel frattempo, le attività investigative della Polizia Metropolitana e della Procura proseguono a tutto campo per verificare la presenza di ulteriori occupazioni illegali di spazi demaniali, storici e culturali sottratti nel corso del tempo al patrimonio pubblico e alla loro naturale destinazione.