Nodo scuolabus, la minoranza al sindaco Carillo: «Il no alle clientele sia applicato a tutti i settori»
POLITICA
5 ottobre 2026
POLITICA

Nodo scuolabus, la minoranza al sindaco Carillo: «Il no alle clientele sia applicato a tutti i settori»

Dalla questione scuolabus per gli studenti di via Amati alle altre questioni scottanti: l'opposizione risponde al primo cittadino
Andrea Ripa

«Clientelismo? Finalmente siamo d’accordo. Parliamo pure di clientelismo, con gli stessi criteri per tutti». La minoranza di Terzigno torna all’attacco sulla vicenda dello scuolabus e replica alle parole del sindaco Salvatore Carillo, che nei giorni scorsi aveva rivendicato la necessità di garantire gli stessi servizi a tutti i bambini della città, senza differenze legate alla zona di residenza.Il confronto politico si sposta così dal solo trasporto scolastico a un tema più ampio: quali criteri vengono utilizzati dall’amministrazione per distribuire servizi, risorse e opportunità? È la stessa opposizione a partire dalla parola utilizzata dal primo cittadino: «Il sindaco ha scelto di utilizzare una parola importante: clientelismo. Benissimo. Finalmente siamo d’accordo». Una provocazione politica che i consiglieri accompagnano però con una serie di domande e richieste di chiarimento, precisando di non voler formulare accuse ma di voler applicare agli atti dell’amministrazione lo stesso principio di trasparenza rivendicato dal sindaco.

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Il caso di via Amati

Il punto di partenza resta via Amati, dove il servizio di trasporto scolastico è stato interrotto dopo anni di funzionamento. La vicenda ha già provocato la protesta di alcune famiglie della zona e il gruppo di opposizione ha presentato una mozione per portare la questione in Consiglio comunale. Secondo la minoranza, però, il servizio non può essere considerato semplicemente una concessione particolare a una zona del territorio. «C’è un particolare che rischia di scomparire dietro le dichiarazioni ad effetto: quel servizio nasce da una condizione precisa. La zona aveva il proprio plesso scolastico e quel plesso fu eliminato», sostengono i consiglieri.

Da qui la loro lettura della vicenda: una periferia già distante dagli altri istituti si sarebbe trovata senza una scuola di prossimità e il trasporto avrebbe rappresentato, secondo l’opposizione, una risposta a quella situazione. «Chiamarlo privilegio significa dimenticare come siamo arrivati fin qui», affermano.Il ragionamento della minoranza si concentra quindi sul concetto di uguaglianza. «Prima una famiglia perde la scuola sotto casa, poi perde anche il servizio predisposto per raggiungere quella più lontana, e a quel punto risulta finalmente uguale alle altre. Ci pare una concezione dell’uguaglianza piuttosto originale».

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La mozione e il confronto con le famiglie

L’opposizione torna anche sulle modalità con cui, secondo i consiglieri, dovrebbe essere affrontata la questione. Il gruppo ricorda di aver presentato due mesi fa una mozione sul trasporto scolastico, chiedendo che il problema venisse discusso nella sede istituzionale del Consiglio comunale. Da qui una domanda rivolta all’amministrazione: se la mozione non viene discussa, sostengono i consiglieri, perché dovrebbero essere le singole famiglie a rivolgersi direttamente al sindaco?

«Se vanno le mamme, si parla di clientelismo. Se intervengono formalmente i consiglieri, la mozione resta ferma. Vorremmo sapere qual è la procedura corretta per rappresentare un problema». Una contestazione che punta dunque non soltanto sulla continuità dello scuolabus, ma anche sulla modalità di interlocuzione tra cittadini, opposizione e amministrazione.

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I 9mila euro e le altre domande

Poi la minoranza allarga il campo. E lo fa proprio utilizzando il termine “clientelismo” introdotto nel dibattito dal sindaco.«Se il sindaco propone stessi diritti e stessi servizi per tutti, noi aggiungiamo stessi criteri e stessa trasparenza per tutti», affermano i consiglieri. Tra le questioni sollevate c’è anche quella delle risorse destinate al trasporto scolastico. Secondo la minoranza, nel bilancio erano previsti 9mila euro per il servizio e una parte delle risorse sarebbe stata destinata invece all’animazione organizzata in occasione del primo giorno di scuola, per una spesa indicata in circa 3mila euro.

L’opposizione chiede quindi di chiarire come siano state utilizzate le somme originariamente previste per lo scuolabus e perché, secondo la sua ricostruzione, non siano state utilizzate risorse provenienti dal capitolo relativo alle manifestazioni. Sono domande politiche, precisano i consiglieri, che non vogliono trasformarsi in accuse.E proprio per questo il gruppo mette sul tavolo anche altri temi: personale, incarichi professionali, consulenze, nomine e refezione scolastica.

«È clientelismo quando alcune famiglie di una periferia privata del proprio plesso scolastico chiedono che i figli possano continuare a raggiungere la scuola? E quando invece parliamo di personale, incarichi, consulenze, nomine e professionisti, di personale addetto alla refezione improvvisamente lasciato a casa?». Subito dopo, però, arriva la precisazione: «Noi non stiamo dicendo che questi episodi costituiscano clientelismo. Stiamo facendo qualcosa di molto più semplice. Li mettiamo sul tavolo. Poniamo domande. Chiediamo criteri. Chiediamo trasparenza. E soprattutto chiediamo coerenza».

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La minoranza chiede all’amministrazione di affrontare pubblicamente anche gli altri temi sollevati, senza trasformare il confronto politico in uno scontro personale. «Parliamo di scuolabus, di personale, di incarichi professionali, di nomine. Parliamone senza processi sommari, ma parliamone tutto».