Global Builder Contest, un napoletano è secondo
Un’idea nata dall’esperienza quotidiana nel marketing e diventata, grazie all’intelligenza artificiale, un prodotto software.
È la storia di Lucio Vittorio Taglialatela, giovane imprenditore napoletano che con Agenzee (https://www.agenzee.it/) ha conquistato il secondo posto nel Global Builder Contest di Emergent, una competizione internazionale dedicata alla realizzazione di applicazioni capaci di risolvere problemi concreti.
Emergent è una piattaforma di vibe coding che consente di creare applicazioni descrivendole in linguaggio naturale.

Un risultato di rilievo anche per i numeri della sfida: al contest, organizzato da Emergent in collaborazione con il giornalista sportivo Fabrizio Romano, sono stati presentati oltre 4.300 progetti, con un montepremi complessivo di 100mila dollari. A Taglialatela è andato un premio di 30mila dollari.
Ma il dato più significativo è un altro. Il founder napoletano non è uno sviluppatore software. Arriva dal mondo del marketing e ha usato gli strumenti di Emergent per tradurre in codice la propria esperienza professionale, realizzando una piattaforma destinata soprattutto alle piccole imprese

Agenzee nasce infatti con l’obiettivo di comportarsi come una sorta di direttore marketing basato sull’intelligenza artificiale. La piattaforma analizza l’azienda, il suo sito, il posizionamento, l’offerta, e il pubblico di riferimento, costruendo una base di conoscenza sulla cui successivamente viene elaborata una strategia.
Il sistema può quindi sviluppare un piano media, suggerire come distribuire il budget tra i diversi canali e supportare anche la fase esecutiva, producendo contenuti social, creatività pubblicitarie, landing page e altri materiali coerenti con l’identità e gli obiettivi dell’impresa.
L’elemento distintivo sta proprio nel tentativo di superare uno dei limiti più frequenti degli strumenti generativi: non limitarsi a produrre singoli contenuti su richiesta, ma convertire un processo professionale articolato in un flusso software strutturato e replicabile.
In altre parole, codificare in una piattaforma digitale il metodo e le competenze che normalmente un’agenzia applica manualmente a ogni nuovo cliente.
Il caso Agenzee fotografa uno dei cambiamenti più rilevanti prodotti dall’ultima generazione di strumenti di IA. Descrivere in linguaggio naturale ciò che si vuole realizzare permette anche a chi non ha una formazione da programmatore di costruire applicazioni funzionanti, perché l’intelligenza artificiale genera una parte crescente del codice, del backend e dell’infrastruttura necessaria.
Questo non significa, naturalmente, che sviluppare software sia diventato un processo automatico o che le competenze tecniche siano diventate superflue. Restano centrali la capacità di individuare correttamente il problema, progettare i flussi, verificare i risultati, correggere gli errori e valutare sicurezza, affidabilità e sostenibilità della soluzione. A cambiare è soprattutto la soglia di ingresso: oggi una competenza professionale può diventare più rapidamente un prototipo e, potenzialmente, un prodotto digitale.

Ed è proprio questo il filo conduttore dei progetti premiati dal contest. Il primo posto è andato a Catherine Vandermeets con una piattaforma destinata al supporto quotidiano delle persone e delle famiglie che convivono con l’ADHD (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività). Il terzo posto è stato condiviso da Zechariah James Rhodes, con una soluzione per la gestione dei processi clinici e amministrativi anche in strutture sanitarie con connettività limitata, e Kenneth Ngwoke, con uno strumento per digitalizzare vendite, magazzino e crediti dei piccoli commercianti.
Applicazioni molto diverse, accomunate però dallo stesso approccio, ovvero partire dalla conoscenza diretta di un problema e usare l’IA per farne un software.
Il secondo posto di Taglialatela va quindi oltre il risultato della competizione. Da Napoli arriva un esempio concreto di una nuova fase dello sviluppo tecnologico, in cui per costruire software non è più indispensabile partire dal codice. Il punto di partenza diventa la conoscenza profonda di un problema. E la distanza tra chi possiede una competenza professionale e chi sa trasformarla in un prodotto digitale si sta riducendo rapidamente.
Gennaro Annunziata

