Gratteri a Torre Annunziata e la difesa della legalità
L'INCONTRO
10 ottobre 2026
L'INCONTRO

Gratteri a Torre Annunziata e la difesa della legalità

L'appuntamento promosso dal Movimento delle Agende Rossa e dall'istituto Marconi
Giovanna Salvati

A Torre Annunziata l’incontro promosso dal Movimento delle Agende Rosse e dall’IIS G. Marconi ha trasformato un venerdì d’autunno e di allerta meteo in un momento di partecipazione civile raro, intenso, necessario. L’arrivo del procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha richiamato studenti, docenti, cittadini, associazioni: un pubblico eterogeneo, ma unito dalla stessa urgenza — difendere la legalità come fondamento del vivere comune. Nella sala teatro  dell’istituto, gremito già un’ora prima dell’inizio, l’atmosfera era quella delle grandi occasioni. L’introduzione della dirigente scolastica Agata Esposito ha aperto un varco emotivo: la scuola come presidio, come argine, come luogo dove la cultura diventa anticorpo.

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Poi il saluto istituzionale del prefetto Giancarlo Tomao, che ha ricordato come la lotta alle mafie non sia solo repressione, ma costruzione quotidiana di fiducia.Il dialogo con Salvatore Aulicino Mazzei, coordinatore delle Agende Rosse – gruppo Giancarlo Siani, ha portato la testimonianza di chi vive l’impegno civile come scelta personale e collettiva. E quando Gratteri ha preso la parola, il silenzio si è fatto denso: il magistrato ha parlato ai ragazzi con la franchezza che lo contraddistingue, spiegando che la legalità non è un concetto astratto, ma un comportamento che si allena, un gesto che si ripete, una responsabilità che non si delega.

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L’immagine dei giovani seduti a pochi metri dal murale che ricorda Giancarlo Siani, il giornalista uccido dalla camorra, è diventata la sintesi visiva dell’intera giornata. Non un semplice slogan, ma un impegno che la città ha scelto di assumere. L’evento si è chiuso tra applausi lunghi, convinti: il segno che la comunità ha riconosciuto il valore di un incontro capace di unire memoria, coraggio e prospettiva.Un successo non solo di pubblico, ma di senso. Perché a Torre Annunziata, almeno per un giorno, la giustizia non è stata un tema: è stata una presenza, un doppio segnale che rimbomba nella città sciolta ancora una volta per infiltrazioni mafiose e a poche ore dall’ennesimo blitz contro le cosche della città.