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La recente risposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, all’interrogazione del senatore Cantalamessa riporta al centro del dibattito politico e industriale il futuro dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia. Una conferma che rafforza la necessità di dare attuazione al Piano regolatore del porto, realizzando il ribaltamento a mare, il bacino di costruzione e una riorganizzazione complessiva degli spazi costieri.
L’intervento politico
Per la forza politica dei Democratici e Progressisti di Castellammare, intervenuta con una nota, la tutela del cantiere navale non può esaurirsi nella salvaguardia dell’esistente: «Il primo risultato da riconoscere è quello dei lavoratori, che con il loro impegno hanno difeso una realtà produttiva storica e strategica. Ma la tutela del cantiere deve diventare l’occasione per costruire nuove opportunità occupazionali e rafforzare le attività legate alla nautica».
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Investimenti, risorse e formazione per il cantiere
Sul piatto figurano interventi infrastrutturali imponenti, con cifre stimate oltre gli 800 milioni di euro. Un volume d’investimento che richiede massima trasparenza su coperture finanziarie e tempistiche di esecuzione. Accanto alle opere materiali, la proposta dei Democratici e Progressisti punta con decisione sul capitale umano e l’innovazione tecnologica: «La Regione, d’intesa con le università campane, può e deve assumere un’iniziativa per riaprire in città una Scuola di alta formazione legata alla ricerca sulle nuove tecnologie per la decarbonizzazione dell’industria navale e alla riqualificazione dei mestieri della cantieristica. Senza investire sui giovani e sull’innovazione, la stessa difesa del cantiere diventa più difficile».
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Un patto d’area per la rigenerazione urbana e del territorio
Il movimento politico sollecita l’apertura immediata di un tavolo operativo che veda protagonisti il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco metropolitano Gaetano Manfredi e il presidente dell’Autorità Portuale Eliseo Cuccaro, insieme a Governo e Fincantieri. L’obiettivo è integrare la vocazione industriale dello stabilimento all’interno di un disegno di sviluppo urbano che connetta il porto con le Antiche Terme, il Centro Antico e i flussi turistici del comprensorio (tra Pompei, la Penisola Sorrentina e i Monti Lattari).
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La richiesta politica
«Proponiamo la costruzione di un vero e proprio “Accordo per lo Sviluppo di Castellammare”, fondato sulla collaborazione tra Comune, Regione, Città Metropolitana, Autorità Portuale, Governo, Università e mondo imprenditoriale. Un accordo che integri gli investimenti infrastrutturali con le politiche ambientali, la riqualificazione urbana e la formazione».
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L’appello a Fico
Infine, l’appello rivolto ai vertici regionali e istituzionali per superare la fase delle mere dichiarazioni: «Al presidente Roberto Fico chiediamo di raccogliere le indicazioni emerse sul futuro del cantiere e di riaprire concretamente il confronto. Non bastano nuovi protocolli o ulteriori riunioni: servono decisioni, risorse certe, responsabilità definite e tempi di attuazione».