C’era un corredino già pronto, adagiato con cura sul letto di una casa a Piano di Sorrento. C’erano quelle tutine…
LA TRAGEDIA
11 ottobre 2026
LA TRAGEDIA
Castellammare | Mamma e bimbo morti al San Leonardo, aperta un’inchiesta
La procura di Torre Annunziata indaga per omicidio colposo in merito alla morte di Greta Astarita e del piccolo Nicolò. L'Asl apre un'inchiesta interna. Nel mirino i medici degli ospedali di Vico Equense e del San Leonardo di Castellammare.
Si sarebbe dovuto chiamare Nicolò. Era il nome scelto per il bambino che Greta Astarita, 33 anni, residente a Piano di Sorrento, aspettava da sette mesi. Un figlio desiderato, atteso, per il quale erano già pronti i vestitini e i piccoli indumenti custoditi in casa. Ma quella gravidanza si è conclusa in tragedia: prima la morte del neonato, venuto alla luce in condizioni disperate, poi quella della madre, deceduta 14 ore dopo nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.
Adesso, su quanto accaduto tra la sera di venerdì e il pomeriggio di sabato, si concentra l’attenzione della magistratura e dell’Asl. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso, ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio per colpa medica. Parallelamente, l’Asl Napoli 3 Sud ha avviato un’indagine interna per ricostruire il percorso assistenziale della donna e verificare ogni passaggio della vicenda.
Le indagini sono affidate agli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia, diretto dal primo dirigente Francesco Cerciello. Sabato sono stati posti sotto sequestro numerosi documenti sanitari, tra cui la cartella clinica, ritenuti utili per ricostruire le ore precedenti alla tragedia. Anche le salme di Greta e del bambino sono sotto sequestro, in attesa dell’autopsia, che dovrà contribuire a chiarire le cause dei due decessi e la successione degli eventi clinici.
Nel mirino degli inquirenti ci sono i sanitari dell’ospedale di Vico Equense, del pronto soccorso del San Leonardo, del reparto di Ginecologia e di quello di Neonatologia, e anche il ginecologo della donna. Gli investigatori dovranno esaminare le visite, gli esami eseguiti, le valutazioni mediche e le decisioni assunte nelle diverse fasi, dalla prima richiesta di assistenza fino al ricovero in condizioni disperate. La tragedia ha avuto il suo inizio nella serata di venerdì, quando Greta, che lavorava come istruttrice di Pilates in una palestra di Meta, avverte un dolore all’inguine. Un sintomo che, durante una gravidanza al settimo mese, induce a cercare assistenza.
Prima di rientrare a Piano di Sorrento, la 33enne si reca all’ospedale di Vico Equense. Successivamente raggiunge, su disposizione dei medici, il San Leonardo di Castellammare, dove viene accompagnata al reparto di Ginecologia e sottoposta agli accertamenti del caso. Dopo le valutazioni sanitarie, la donna viene dimessa e torna a casa.
Ma la situazione precipita nel giro di poco tempo. Intorno alle 23 di venerdì, a circa due ore dal primo accesso al San Leonardo, Greta viene colta da un improvviso malore e perde conoscenza davanti ai familiari. Scatta una nuova richiesta di soccorso e la donna viene riportata in ambulanza nello stesso ospedale, dove arriva in codice rosso già in stato di shock. I medici intervengono in una situazione estremamente critica.
Alle 23.30 il bambino nasce, ma le sue condizioni sono gravissime: Nicolò muore circa mezz’ora dopo. Per la madre comincia invece una lotta disperata, con il ricovero in Rianimazione e il tentativo dei sanitari di salvarle la vita.
Ogni speranza si spegne alle 14 di sabato, quando anche Greta muore. Da quanto filtra dagli ambienti investigativi fatale per la 33enne potrebbe essere stata un’embolia polmonare, che potrebbe aver provocato un rapido peggioramento delle condizioni della paziente. Greta appunta lamentava un forte dolore all’inguine. Saranno, in ogni caso gli esami medico-legali e l’analisi della documentazione sanitaria a fornire risposte. L’autopsia verrà predisposta nei prossimi giorni.

