Orologio di lusso rubato a Capri, caccia alla banda dello scippo al lord
Ricerche incessanti della “banda dell’orologio” che ha messo a segno sull’isola azzurra un colpo che ha indignato tutti sulla terra…
Lo scippo a Capri di un orologio da trecentomila euro ha il suo primo protagonista. E’ rinchiuso in una cella nel carcere di Poggioreale, infatti, il presunto capo di una banda, che dovrebbe avere in totale quattro componenti, che riuscì in pieno giorno la scorsa estate a togliere dal polso di un lord inglese un orologio dal valore importante, a più zeri. La vicenda fece scalpore occupando le cronache internazionali. Il barone britannico Ara Darzi, chirurgo e membro della Camera dei Lord, vacanziere e grande appassionato di Capri viene rapinato sull’isola, in via Vittorio Emanuele il 15 luglio dello scorso anno di un orologio Richard Mille che aveva al polso. Un oggetto prezioso che secondo le stime vale tra i duecento e i trecento mila euro. Una rapina organizzata nei dettagli, non improvvisata, una vicenda ben lontana dall’occasione che fa l’uomo ladro ma, invece, ben pianificata. L’uomo passeggia ignaro quando viene scippato del preziosissimo orologio in una frazione di secondi, con i ladri, che stando alle telecamere di sorveglianza, raggiungono velocemente il mare percorrendo di corsa via Krupp, la strada che dai Giardini di Augusto conduce sino alle acque della Torre Saracena nella baia di Marina Piccola.
Orologio di lusso rubato a Capri, caccia alla banda dello scippo al lord
Ricerche incessanti della “banda dell’orologio” che ha messo a segno sull’isola azzurra un colpo che ha indignato tutti sulla terra…
La svolta nelle indagini e l’arresto
Ora la svolta nelle indagini partite subito dopo quel 15 luglio e quel clamoroso furto. La gang, infatti, con un gommone e il favore delle tenebre aveva conquistato il largo facendo perdere le proprie tracce. I Carabinieri di Capri si mettevano all’immediata ricerca degli autori del colpo, ricostruendo passo dopo passo l’esatta dinamica dell’accaduto. Una vera e propria organizzazione criminale, specializzata in furti di valore con destrezza individuata dai militari della stazione di Capri che riuscivano a dare anche un nome ai mandanti e agli autori. Ora arriva l’arresto dell’uomo ritenuto a capo della banda, un napoletano della zona di Montesanto, che sembra sia particolarmente abile nelle rapine che per mesi si sarebbe reso irreperibile, sfuggendo alla notifica dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti. Gli investigatori, con il coordinamento della Procura di Napoli, hanno visionato i filmati delle telecamere, hanno ricostruito i vari spostamenti, hanno monitorato cosa succedeva nei giorni successivi la clamorosa vicenda di Capri e sono giunti ora all’arresto di quello che viene ritenuto il principale soggetto della gang.
La caccia ai complici
E mentre il “capo” è nel carcere di Poggioreale, dopo la convalida dell’arresto davanti al gip dell’altro giorno e l’interrogatorio di garanzia nel corso del quale si è avvalso della facoltà di non rispondere, gli inquirenti continuano nelle indagini, per ricostruire tutte le tessere del puzzle, e quindi completare la caccia ai complici, due dei quali sono stati identificati già la scorsa estate ma sono, al momento, ancora irreperibili, mentre il quarto è in fase di identificazione. L’orologio dopo il furto e nei mesi in cui i protagonisti erano riusciti a sfuggire alla cattura sarebbe stato piazzato nel circuito della ricettazione.