Scontro politico sul soggiorno anziani: Pompei Popolare denuncia irregolarità e il rischio di danno erariale
IL DIBATTITO
13 ottobre 2026
IL DIBATTITO

Scontro politico sul soggiorno anziani: Pompei Popolare denuncia irregolarità e il rischio di danno erariale

Il gruppo politico evidenzia possibili anomalie contabili e «quote fantasma» nella gestione delle partenze per gli over 65.
Marco Cirillo

Una contestazione contabile scuote i corridoi di Palazzo de Fusco, con l’ipotesi di un danno patrimoniale alle casse del municipio per oltre diecimila euro. Si tratterebbe, secondo la ricostruzione avanzata dal gruppo politico Pompei Popolare, di una serie di criticità amministrative inserite nell’organizzazione del soggiorno climatico per gli anziani over 65. Il movimento di opposizione ha inviato una formale segnalazione al Sindaco, al Segretario Generale e al Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Pompei per chiedere l’immediata verifica e l’annullamento in autotutela di una determinazione dirigenziale del 7 ottobre scorso. L’atto finito nel mirino riguarda l’organizzazione delle attività. Secondo il gruppo politico, la procedura presenterebbe macroscopiche anomalie contabili e amministrative che configurerebbero il rischio di un «concreto danno erariale».

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La contestazione
La questione principale sollevata dal movimento, che dovrà essere interamente vagliata dagli organi di controllo, si concentra sul calcolo dei partecipanti reali inseriti nei registri, una discrepanza numerica battezzata come «il caso delle “quote fantasma”». Secondo quanto riportato nell’esposto, il Comune avrebbe impegnato una spesa complessiva di € 45.371,00, calcolata su una tariffa di € 769,00 a persona per un totale dichiarato di 59 partecipanti. Tuttavia, secondo l’analisi della graduatoria effettuata dal gruppo politico, i codici di protocollo unici sarebbero in realtà soltanto 45, poiché 16 numeri di protocollo risulterebbero «duplicati consecutivamente all’interno degli elenchi». Lo scenario avrebbe portato, secondo la tesi di Pompei Popolare, a finanziare 14 quote inesistenti, generando un presunto danno patrimoniale diretto pari a € 10.766,00. Sotto la lente della minoranza sono finite anche le modalità di affidamento del servizio sul mercato elettronico, che si sarebbe concluso con un importo identico al centesimo alla proposta iniziale acquisita per le vie brevi dalla ditta, «senza alcun tentativo di ribasso o negoziazione, violando così il principio di economicità previsto dal Codice dei Contratti Pubblici». Viene infine contestata la concentrazione delle funzioni in capo a un unico soggetto che cumulerebbe contemporaneamente i ruoli di Responsabile dell’istruttoria, Rup, Dirigente adottante e firmatario del visto di regolarità contabile.

La richiesta di intervento ispettivo
L’offensiva di Pompei Popolare fissa adesso scadenze stringenti e perentorie prima di trasferire formalmente le carte ai magistrati contabili della Procura Regionale. I firmatari dell’esposto hanno richiesto al Sindaco di valutare la segnalazione alla Corte dei Conti, al Collegio dei Revisori di sospendere i mandati di pagamento legati al Cig in questione e al Segretario Generale di avviare verifiche ispettive. «In mancanza di un riscontro e di interventi correttivi entro 7 giorni – concludono i rappresentanti di Pompei Popolare, Gaetano Coccoli e Aldo Avitabile – procederemo a formalizzare le ulteriori segnalazioni previste dalla legge agli organi competenti per tutelare i cittadini e le risorse pubbliche di Pompei». Per i dirigenti e i soggetti coinvolti nella procedura amministrativa dell’Ente resta ferma la piena presunzione di innocenza.