Morte di Domenico, risarcimento da 960mila euro alla famiglia
I 960mila euro concordati per il risarcimento della famiglia del piccolo Domenico Caliendo non chiudono tutte le richieste risarcitorie legate alla vicenda. A chiarirlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino, intervenuto dopo la pubblicazione della cifra relativa all’accordo raggiunto con l’Azienda ospedaliera dei Colli. Petruzzi ha precisato che la somma pattuita al termine della trattativa stragiudiziale è al netto delle spese legali e non comprende i danni derivanti dal reato di falso, oltre alle spese medico-legali sostenute in occasione dell’incidente probatorio, quantificate dal legale in alcune centinaia di migliaia di euro.La cifra di 960mila euro, che secondo quanto riferito avrebbe dovuto rimanere coperta da segreto, è stata riportata in una deliberazione dell’Azienda ospedaliera specialistica di Napoli, la numero 785 dell’8 ottobre 2026, pubblicata sul sito dell’ente.
«Il resto del risarcimento lo chiederemo agli imputati»
La scelta di lasciare fuori dall’accordo alcune voci di danno avrebbe, secondo il legale, una precisa conseguenza sul piano giudiziario: consentire alla famiglia di partecipare come parte civile all’eventuale processo penale.«La scelta di non comprendere queste voci nel risarcimento stragiudiziale ci consente di poterci costituire parte civile all’eventuale processo per omicidio colposo accanto alla Procura della Repubblica di Napoli, che, altrimenti, non sarebbe stata possibile», ha spiegato Petruzzi.
Il legale ha quindi aggiunto che le ulteriori richieste risarcitorie saranno rivolte agli imputati nell’eventuale procedimento. Tra questi, secondo quanto dichiarato dallo stesso avvocato, ci sarà il cardiochirurgo Guido Oppido. L’accordo con l’Azienda ospedaliera dei Colli, dunque, riguarda una parte delle richieste economiche della famiglia, mentre restano distinti i danni che il legale collega alle contestazioni penali e le spese sostenute per gli accertamenti medico-legali.
Il trapianto del 23 dicembre e la posizione dell’ospedale di Bolzano
La vicenda riguarda il trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025, quando al piccolo Domenico venne trapiantato un organo prelevato a Bolzano e successivamente risultato danneggiato. Nella ricostruzione riportata da Fanpage.it viene inoltre richiamata l’eventualità che l’Azienda ospedaliera dei Colli possa intraprendere iniziative nei confronti dell’ospedale di Bolzano, dove il cuore era stato prelevato. Si tratta di un ulteriore profilo della vicenda, distinto dall’accordo risarcitorio raggiunto con la famiglia.
Gli eventuali sviluppi dovranno chiarire se e su quali basi potranno essere avanzate richieste nei confronti della struttura sanitaria altoatesina.Intanto, le precisazioni dell’avvocato Petruzzi chiariscono che, per la famiglia Caliendo-Mercolino, i 960mila euro non rappresentano la chiusura definitiva di ogni questione risarcitoria. Resta infatti aperta la prospettiva dell’eventuale processo penale, nel quale la famiglia intende far valere le ulteriori richieste di danno. Le responsabilità individuali e le contestazioni penali dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.

