No all’autonomia, la Campania presenterà ricorso alla Consulta
POLITICA
14 ottobre 2026
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No all’autonomia, la Campania presenterà ricorso alla Consulta

L'annuncio del governatore Fico in vista dell'approvazione della Legge, il governo avrebbe raggiunto già alcune «pre-intese» con diverse Regioni.
Andrea Ripa

La Campania si prepara a portare la battaglia contro l’autonomia differenziata davanti alla Corte costituzionale. Il presidente della Regione, Roberto Fico, annuncia la presentazione di un ricorso contro la riforma legata alla legge Calderoli, mentre prosegue l’iter per l’approvazione delle pre-intese con alcune Regioni. Una presa di posizione netta, con cui il governatore ribadisce la contrarietà della Regione a un provvedimento che, secondo la sua valutazione, rischia di ampliare le distanze tra i territori e compromettere l’equità nell’accesso ai servizi essenziali. «È da anni che manifestiamo la nostra contrarietà al progetto di autonomia differenziata prevista dalla legge Calderoli. E continueremo a farlo, ora che sta avanzando l’iter di approvazione delle pre-intese con alcune Regioni», afferma Fico in una nota.

«Un’Italia a più velocità»

Al centro della contestazione c’è il rischio che l’autonomia differenziata consolidi le differenze già esistenti tra le Regioni, con conseguenze soprattutto nei settori che incidono direttamente sulla vita dei cittadini. «Si tratta di un provvedimento scellerato che farà aumentare le disuguaglianze nel nostro Paese», sostiene il presidente della Campania.Fico mette in guardia dalla possibilità che si determini una frattura sempre più marcata tra territori con maggiori risorse e capacità organizzative e altri che, invece, potrebbero incontrare ulteriori difficoltà nel garantire prestazioni e servizi adeguati.«Non possiamo tollerare che si cristallizzi un’Italia a più velocità, con Regioni più avanti di altre», aggiunge il governatore.

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La sanità tra i nodi della riforma

Uno dei timori espressi dal presidente riguarda la sanità, settore nel quale le differenze nell’organizzazione e nella disponibilità di personale possono incidere sulla qualità dell’assistenza e sui tempi di accesso alle cure. Secondo Fico, l’autonomia differenziata potrebbe accentuare gli squilibri nell’offerta dei servizi fondamentali, favorendo anche lo spostamento di professionalità verso i territori maggiormente avvantaggiati.

«Non è possibile che si accetti di acuire le differenze nell’offerta di servizi fondamentali drenando professionalità, per esempio, nel campo della sanità», afferma.Da qui la decisione annunciata dalla Regione: «La Campania presenterà ricorso alla Corte Costituzionale». L’iniziativa preannunciata dal governatore apre dunque un nuovo fronte istituzionale sulla riforma. La contestazione della Campania si concentra sulle possibili conseguenze per l’uguaglianza dei cittadini nell’accesso ai servizi pubblici e sulla necessità di evitare che il luogo di residenza diventi un fattore determinante per la qualità delle prestazioni ricevute.