Torre Annunziata, le offerte dei fedeli per la Madonna della Neve
Al centro c’è la voglia di sentirsi coinvolti e di far parte, da protagonisti, della propria festa. Per i fedeli di Torre Annunziata, l’offerta della domenica per la Madonna della Neve è prima di tutto un segno di viva partecipazione alla celebrazione. Un gesto spontaneo che mantiene il significato profondo di una comunità che sostiene la propria ricorrenza. E che non ha nulla a che vedere con una colletta per le luminarie.
Don Paolino Franzese chiarisce le voci circolate a Torre Annunziata. Per illuminare la città servono fondi ben diversi dalle offerte raccolte in chiesa.
«Domenica è stata fatta un’offerta dei fedeli per la Madonna della Neve, ma non è una colletta e non ci sono collette», spiega il rettore della Basilica ai microfoni di Metropolis.
Le offerte dei fedeli per la Madonna della Neve
Parole che arrivano mentre in città si discute di come sostenere la festa. E, soprattutto, della possibilità di riportare le luminarie lungo le strade.
Il sacerdote tiene a distinguere i due piani. Da una parte il gesto di chi sceglie di contribuire alla ricorrenza. Dall’altra l’impegno economico necessario per realizzare un allestimento luminoso. Due aspetti che, sottolinea, non possono essere sovrapposti. «Al di là delle cifre raccolte, è bello che tutti si sentano coinvolti nell’organizzazione e nel supporto della festa».
È questo il significato che don Paolino attribuisce all’offerta di domenica. Un segno di partecipazione alla celebrazione della Madonna della Neve, prima ancora che una questione di somme. Il chiarimento risponde alle voci che, nei giorni scorsi, hanno accompagnato il dibattito in città. C’è chi ha ipotizzato una raccolta di denaro tra i fedeli per installare le luminarie. Magari attraverso collette organizzate nei quartieri.
Luminarie a Torre Annunziata, lo scorso anno il Comune spese 66mila euro
Ma il rettore della Basilica esclude che quella possa essere una strada praticabile senza una base economica solida.
Per accendere le luci, infatti, non basta mettere insieme quanto viene lasciato durante le offerte domenicali. E non basterebbe neppure affidarsi a una serie di raccolte spontanee tra i residenti.
Le cifre richieste da un impianto di luminarie sono di un altro ordine di grandezza. A dare la misura della spesa è un dato preciso: lo scorso anno il Comune affidò il servizio per 66mila euro.
Una somma che racconta quanto sia impegnativo trasformare il desiderio di rivedere le strade illuminate in un intervento concreto. Ed è proprio sulla distanza tra i costi e le offerte che si concentra la spiegazione del parroco.
L’iniziativa di domenica non rappresenta dunque l’avvio di una campagna per pagare le installazioni luminose. Né l’intenzione di coinvolgere i quartieri in collette con quello scopo. Resta, invece, la volontà di far sentire i fedeli parte della festa, attraverso un contributo libero.

