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Un lunedì di inizio autunno segnato non dallo sport, ma da una guerriglia urbana pianificata ed eseguita nei pressi del campo sportivo. A distanza di poco più di un anno dai gravi disordini che hanno macchiato la sfida di Eccellenza tra Agerola ed Ebolitana, disputata il 28 settembre 2025, la giustizia ha chiuso il cerchio sugli autori dei disordini. I Carabinieri delle Stazioni di Agerola e di Sant’Antonio Abate hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal già del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata diretta da Nunzio Fragliasso.
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Sono otto le persone indagate, gravemente indiziate a vario titolo dei reati di rissa aggravata, porto illegale di oggetti atti ad offendere, danneggiamento aggravato, violazione del Daspo e violazione delle norme sul contrasto alla violenza negli impianti sportivi. Per uno degli indagati sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per gli altri sette il giudice ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza abbinato all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
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L’inchiesta, coordinata dalla Procura oplontina e condotta sul campo dai militari della compagnia di Castellammare di Stabia, ha permesso di ricostruire nei dettagli la dinamica dei disordini scoppiati subito dopo il triplice fischio finale. Decisivo si è rivelato il lavoro delle immagini estrapolate da decine di impianti di videosorveglianza privati della zona, unite alle testimonianze raccolte e ai successivi controlli stradali che hanno consentito di identificare i responsabili. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, un gruppo di ultras del Sant’Antonio Abate avrebbe raggiunto il luogo a bordo di un’autovettura trasportando un vero e proprio arsenale di bastoni in legno, messi poi a disposizione dei sodali per armarsi.
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Di contro, la frangia violenta dei sostenitori dell’Ebolitana avrebbe risposto scagliando sassi e bastoni contro i veicoli rivali, devastando in particolare l’auto degli avversari fino a fracassarne il lunotto posteriore; uno dei tifosi ebolitani avrebbe persino sfilato la propria cintura per utilizzarla come fibbia contundente nei tafferugli. Il quadro indiziario tratteggia uno scenario di prepotenza e tentativi di depistaggio. Tra gli indagati figura un soggetto che, nonostante fosse già gravato da un Daspo quadriennale, ha deliberatamente violato il divieto presentandosi nei luoghi di transito dei tifosi. A riscontro delle responsabilità, le perquisizioni domiciliari hanno consentito ai Carabinieri di sequestrare gli abiti indossati dagli indagati durante i disordini.
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Particolarmente goffo, infine, il tentativo del conducente dell’auto danneggiata di giustificare le devastazioni subite: l’uomo aveva presentato una falsa denuncia alla società di noleggio del veicolo, sostenendo che il parabrezza posteriore fosse stato sfondato dall’impatto accidentale con un ferro sporgente. Come ricordato dal Procuratore Nunzio Fragliasso, il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.