Tratta di esseri umani a Napoli 95 valige vuote per ricordare le vittime
ARTE
15 ottobre 2026
ARTE

Tratta di esseri umani a Napoli 95 valige vuote per ricordare le vittime

Sabato 17 ottobre l’installazione “L’infanzia rubata, viaggio di sola andata” sarà al centro di una giornata di sensibilizzazione tra testimonianze, musica e informazione. Nell’Unione europea, nel 2024, sono stati identificati 1.555 minorenni vittime di tratta.
Marialaura Galantuomo

Novantacinque valigie vuote, disposte in piazza Garibaldi, per ricordare le vite di bambini e adolescenti vittime della tratta di esseri umani. Un’immagine semplice, ma capace di raccontare ciò che lo sfruttamento porta via: la libertà di scegliere il proprio futuro, la dignità e la sicurezza. È il messaggio dell’installazione “L’infanzia rubata, viaggio di sola andata” , in programma per sabato 17 ottobre, dalle 16 alle 18.30, a Napoli.

 

 

L’iniziativa si inserisce in “La Piazza non Tratta”, la festa di comunità promossa da Bella Piazza e dal progetto Fuori Tratta in occasione della XX Giornata europea contro la tratta di esseri umani. La valigia è il simbolo di un cambiamento, della possibilità di raggiungere una nuova destinazione. Quando, però, il viaggio è segnato dallo sfruttamento, quella stessa valigia diventa il segno di tutto ciò che viene negato. Il suo vuoto richiama gli obiettivi interrotti di chi è costretto a vivere lontano dalla libertà, spesso senza la possibilità di chiedere aiuto.

 

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Dietro l’installazione ci sono dati che raccontano la portata di un problema ancora difficile da far emergere. Secondo le cifre riportate da Save the Children, nel 2024 nei Paesi dell’Unione europea sono state identificate 1.555 vittime minorenni della tratta, pari al 16% del totale. Nel 77% dei casi si trattava di ragazze e bambine. In Italia, nei primi sei mesi del 2026, le segnalazioni al Sistema nazionale antitratta hanno riguardato 95 minorenni su 1.581 persone complessivamente segnalate.

 

Sono numeri che non restituiscono necessariamente l’intera dimensione del fenomeno. Molte vittime, infatti, rimangono spesso invisibili perché vengono isolate, minacciate, ingannate o costrette a dipendere da chi le sfrutta. Per i minori, il rischio è ancora più grande, perché alla violenza si aggiunge la difficoltà di riconoscere ciò che sta accadendo e trovare qualcuno di affidabile a cui rivolgersi.

 

 
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La tratta non riguarda soltanto lo sfruttamento sessuale, ma può assumere diverse forme, tra cui il lavoro forzato. In ogni caso, il principio è lo stesso, una persona viene privata della propria dignità e trattata come uno strumento da cui ricavare un guadagno. A Napoli e nel resto della Campania, il contrasto alla tratta passa anche attraverso il lavoro degli operatori che raggiungono le persone direttamente nei luoghi di sfruttamento. Paola Di Martino, coordinatrice del progetto nell’ambito del Sistema antitratta nazionale dichiara: “Negli ultimi 10 anni, il progetto Fuori Tratta ha raggiunto oltre 15mila persone nei luoghi di sfruttamento, portando ascolto e assistenza di prossimità per la riduzione del danno”.

 

Aggiunge “ Nell’ultimo anno, è stata avviata l’identificazione formale di circa 500 persone e 180 hanno scelto di intraprendere un percorso di assistenza e integrazione sociale”.Si tratta di interventi che mirano a rendere effettivo l’accesso ai diritti e ad accompagnare le vittime verso una condizione di maggiore autonomia. Un lavoro che, secondo Di Martino, incontra difficoltà crescenti anche a causa delle restrizioni nell’accesso alla protezione internazionale e delle politiche di contenimento dei flussi migratori.

 

Il rischio, avverte la coordinatrice, è che una vittima di tratta non riesca a ottenere la protezione necessaria o finisca in un Centro di permanenza per il rimpatrio, senza che la sua condizione di vulnerabilità venga adeguatamente considerata. La tratta è anche una questione di responsabilità collettiva. A richiamarla è Giovanna Martelli, segretaria generale della Fondazione Rut, partner dell’iniziativa, che denuncia un sistema capace di trasformare le persone in merce e alimentare lo sfruttamento attraverso la domanda di prestazioni e lavoro ottenuti in condizioni di schiavitù.“Nessuna persona nasce schiava”, afferma Martelli, richiamando la necessità di non considerare la tratta un problema lontano dalla vita quotidiana. L’indifferenza, sottolinea, rischia di lasciare spazio a un sistema che prospera proprio quando le vittime restano invisibili.

 

 

È questo il significato delle valigie che verranno collocate in piazza Garibaldi: non soltanto ricordare chi ha subito una violenza, ma invitare la comunità a riconoscere un fenomeno che riguarda i diritti fondamentali di ogni persona.L’appuntamento, curato dal Comune di Napoli e dalla cooperativa sociale Dedalus, coinvolgerà cittadini, associazioni e servizi del territorio. Accanto all’installazione sono previsti momenti di ascolto, informazione e confronto, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al tema della tratta e far conoscere le risorse disponibili per chi ha bisogno di protezione.Il programma prenderà il via alle 16 con “Voci in Piazza”, dedicato ai saluti istituzionali e all’inaugurazione dell’opera.

 

 

Dalle 16 alle 18 si svolgeranno il laboratorio di treccine “Intreccio di Vita”, a cura di Tracy Ibuka, e “Tessere la Rete dei Diritti e dei Servizi”, uno spazio di incontro con gli enti della rete locale. Alle 16.30 sarà possibile ascoltare “La storia di Fatima”, tratta da Voci di Donne, nell’ambito dell’iniziativa “Storie in Viaggio”. Alla stessa ora inizierà “Suoni Fuori Tratta”, che inviterà i partecipanti a portare un vinile e scegliere una canzone contro ogni forma di tratta e sfruttamento. Dalle 17 alle 17.30 è prevista la consegna del marchio etico “MEI – Made in Ethical Italy” alle aziende del territorio considerate virtuose.Nel corso del pomeriggio sarà inoltre allestito un punto informativo sui Centri di permanenza per il rimpatrio, in vista del corteo nazionale contro i Centri di permanenza per il rimpatrio previsto a Castel Volturno il 24 ottobre.

 

L’iniziativa si svolgerà presso la Portineria Garibaldi, in piazza Garibaldi 152, nell’ambito di Bella Piazza, il percorso di gestione condivisa degli spazi pubblici della zona sostenuto da Fondazione Con il Sud insieme a una rete di enti e fondazioni.Novantacinque valigie, nessun bagaglio da portare via, soltanto il peso di ciò che è stato sottratto a chi non ha potuto scegliere. È da questa immagine che Napoli lancia il suo messaggio contro il traffico di esseri umani, dietro ogni numero c’è una persona con ambizioni e dignità, e riconoscerla è il primo passo per poterle restituire i sui diritti e un futuro migliore.