La Penisola Sorrentina si candida a Capitale della Cultura 2030
LA SFIDA AMBIZIOSA
16 ottobre 2026
LA SFIDA AMBIZIOSA

La Penisola Sorrentina si candida a Capitale della Cultura 2030

Il sindaco di Sorrento, Corrado Fattorusso, annuncia la candidatura ufficiale in un incontro pubblico con il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi.
Marco Cirillo

Un territorio unito per superare i confini territoriali e trasformare la penisola sorrentina nel baricentro culturale d’Italia. I sei Comuni hanno ufficializzato la propria candidatura comune al bando per la designazione di Capitale Italiana della Cultura 2030. L’annuncio, destinato a tracciare una svolta geopolitica per l’intera area metropolitana, arriva dal sindaco di Sorrento, Corrado Fattorusso, durante un incontro pubblico con il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi nella sala consiliare del Palazzo Municipale. Il progetto vede Sorrento, Massa Lubrense, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Meta e Vico Equense fare fronte comune per valorizzare un patrimonio immateriale unico. «La città che ha dato i natali a Torquato Tasso, che ha accolto artisti, musicisti e letterati, a partire dal Grand Tour, che custodisce resti archeologici di enorme pregio, unici al mondo, si è fatta promotrice di un grande progetto, subito sposato dai colleghi sindaci», ha spiegato con orgoglio il sindaco Fattorusso, delineando le linee guida del dossier. «Vogliamo mettere la cultura al centro dello sviluppo sostenibile della nostra comunità, – prosegue il sindaco di Sorrento – promuovendo la tutela dell’ambiente, la valorizzazione dei beni storici e paesaggistici, l’innovazione culturale e l’inclusione sociale. E’ un progetto che sarà comunque vincente, perché creeremo una rete ed una visione comune che resterà anche per il futuro. Con questa candidatura non vogliamo soltanto celebrare il nostro illustre passato, ma costruire una visione di futuro».

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Le quattro sfide per i flussi globali
La candidatura si inserisce in un contesto economico di assoluto rilievo per la Campania, con numeri che fotografano un comparto in costante crescita ma che impone profonde riflessioni gestionali. I dati analizzati durante il vertice – che ha visto la partecipazione dei vertici regionali di Fratelli d’Italia con Raffaele Maria Pisacane, del capo dell’opposizione campana Gennaro Sangiuliano e delle principali sigle datoriali come Federalberghi, Confcommercio e il Consorzio del Limone IGP – mostrano una pressione antropica senza precedenti. Sorrento ha registrato oltre 3 milioni di presenze con un aumento del 6% negli ultimi 12 mesi, trainato per il 91,4% da una platea internazionale. Una fotografia che ha spinto il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, a tracciare la strategia per il futuro prossimo: «Un dato sul quale riflettere per costruire le future strategie, che potremo sintetizzare con le 4D: destagionalizzare, delocalizzare, decongestionare e digitalizzare». Il focus ministeriale si è concentrato sulla mutazione della figura del viaggiatore contemporaneo: «Oggi il turista vale doppio rispetto al passato. Prima di tutto è tecnologico. Con la tecnologia lo puoi intercettare e distribuire i flussi al di fuori delle zone più congestionate. Il turista è un cliente e va trattato nel migliore dei modi, perché può diventare il nostro più grande alleato, il nostro più grande ambasciatore».

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Infrastrutture e nodi di viabilità
Il successo della candidatura al 2030 resterà tuttavia legato a doppio filo alla risoluzione delle criticità storiche del territorio, prime fra tutte la viabilità della statale Sorrentina e l’efficienza dei collegamenti ferroviari e marittimi. Gli interventi dei delegati dei ristoratori, degli agenti di viaggio e delle sigle sindacali hanno rimarcato come il potenziamento dei trasporti sia una priorità non più rinviabile, essenziale per tutelare la qualità della vita dei residenti e l’indice di gradimento degli ospiti. La sfida culturale diventa così il motore per un ammodernamento strutturale. Come ha ribadito Fattorusso chiudendo i lavori, l’obiettivo è dimostrare al Paese «come un territorio policentrico possa trasformarsi in un vero e proprio laboratorio di creatività, cultura e sostenibilità. Guardiamo al 2030 con orgoglio, passione e determinazione, pronti ad accogliere questa sfida e a raccontare all’Italia e al mondo la bellezza autentica e l’anima profonda della nostra penisola».