Volla, la protesta degli studenti del Di Giacomo: da due anni senza palestra
Due anni senza palestra per fare lezione di Scienze Motorie. È la denuncia degli studenti del liceo Di Giacomo di Volla, sede di via Filichito, che hanno deciso di rompere il silenzio con una protesta ufficiale, uno sciopero e una raccolta firme rivolta a coinvolgere anche le famiglie del territorio. Al centro della contestazione c’è l’impossibilità, secondo quanto riferiscono gli studenti, di utilizzare la palestra dell’istituto per ragioni di sicurezza. Una situazione che, sostengono, si trascina ormai da due interi anni scolastici, senza che alle promesse ricevute siano seguiti interventi risolutivi. «Troviamo inaccettabile essere trattati come studenti di serie B», scrivono nella lettera inviata per denunciare una condizione che ritengono penalizzante rispetto al diritto di svolgere regolarmente le attività motorie in uno spazio adeguato.
«La palestra è chiusa per noi, ma nel pomeriggio si fa pallavolo»
È soprattutto una circostanza a suscitare la protesta dei ragazzi. Mentre agli studenti sarebbe vietato accedere alla palestra per motivi di sicurezza, nel pomeriggio la struttura ospiterebbe le attività di un’associazione di pallavolo. Secondo quanto riportato nella lettera, ai genitori degli iscritti all’associazione verrebbe chiesto di assumersi la responsabilità per eventuali danni. Una modalità che gli studenti contestano e sulla quale chiedono chiarezza, considerando la differenza tra il divieto imposto durante le attività scolastiche e l’utilizzo pomeridiano dell’impianto. La questione, dunque, non riguarda soltanto la disponibilità di uno spazio per fare sport, ma anche la necessità di chiarire quali siano le condizioni di sicurezza della struttura e perché queste impediscano l’accesso agli alunni durante le lezioni.
Nel mirino il Comune e il sindaco
Dopo due anni di attese, gli studenti hanno deciso di rivolgere la protesta direttamente contro l’amministrazione comunale e il sindaco, che ritengono responsabili dell’inerzia e dei ritardi burocratici che avrebbero impedito di risolvere il problema. Nella loro denuncia parlano di promesse «sistematicamente smentite dai fatti» e chiedono risposte concrete sulla possibilità di riaprire la palestra alle attività didattiche.
Per dare maggiore forza alla mobilitazione, oltre allo sciopero, è stata avviata una raccolta firme che, riferiscono gli studenti, sta coinvolgendo numerosi ragazzi e famiglie del territorio. L’obiettivo è ottenere un intervento in tempi rapidi e riportare la struttura alla sua funzione scolastica, consentendo agli alunni di svolgere le ore di Scienze Motorie in uno spazio idoneo. La richiesta è chiara: fare luce sulle condizioni della palestra, chiarire le ragioni del divieto e indicare tempi certi per la soluzione del problema. Dopo due anni di attesa, gli studenti del Di Giacomo chiedono che alle promesse seguano finalmente fatti concreti.

