Pompei, un concorso internazionale per disegnare il brand del futuro
IL PROGETTO
20 ottobre 2026
IL PROGETTO

Pompei, un concorso internazionale per disegnare il brand del futuro

Il sindaco Tortora lancia il progetto "Pompei Brand Identity" per unire archeologia, spiritualità e città moderna in un'unica immagine globale.
Marco Cirillo

L’amministrazione comunale di Pompei decide di riscrivere le regole della narrazione globale della città, avviando una rivoluzione culturale per riappropriarsi della sua identità visiva. Non solo la storia millenaria, ma anche una città contemporanea capace di governare il proprio profilo nel mondo. L’amministrazione comunale ha promosso ufficialmente l’iniziativa “Pompei Brand Identity”, un progetto politico e strategico che supera il concetto tradizionale di semplice marchio turistico. Lo strumento scelto per dare corpo a questa visione è un bando di rilievo internazionale, pensato per chiamare a raccolta i migliori professionisti del design grafico e della comunicazione visiva, ai quali verrà affidato il compito di elaborare una proposta organica in grado di fondere memoria storica e modernità.

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Il privilegio e la responsabilità del nome
L’esigenza di questo cambio di passo nasce da una profonda riflessione sulla percezione globale della città, spesso schiacciata dall’eccezionalità del suo patrimonio archeologico. «Pompei gode di un privilegio straordinario: il suo nome è parte dell’immaginario universale. Ma questa notorietà comporta anche una grande responsabilità», ha dichiarato con fermezza il sindaco Giuseppe Tortora, delineando i confini politici dell’operazione. «Per troppo tempo la rappresentazione della nostra città è rimasta prevalentemente legata alla sua dimensione archeologica, mentre la Pompei contemporanea, con la sua comunità, la sua vitalità culturale, la sua dimensione spirituale e le sei potenzialità, ha faticato a trovare uno spazio altrettanto riconoscibile. Il nostro obiettivo non è cambiare l’immagine di Pompei, ma allargare lo sguardo su ciò che Pompei è. Vogliamo che la città intera abbia una voce unica, una propria riconoscibilità e una propria capacità di dialogare con il mondo».

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Una strategia contro il turismo mordi e fuggi
Il nucleo concettuale del progetto rifiuta la separazione interna del territorio, unendo la Pompei degli scavi, quella della fede e la città vissuta quotidianamente dai residenti in un unico sistema visivo contemporaneo. L’obiettivo macroeconomico è chiaro: trasformare il brand in una leva di sviluppo per trattenere i flussi. «Questa iniziativa ha un significato che va ben oltre la comunicazione e il marketing territoriale», ha precisato il primo cittadino Tortora. «Riguarda il modo in cui una città decide di stare nel proprio tempo e di costruire il proprio futuro. La notorietà internazionale è una risorsa immensa, ma da sola non equivale a una strategia di sviluppo. Occorre trasformarla in capacità di attrazione, in nuove opportunità e in benefici concreti per il territorio. Vogliamo una Pompei capace di governare la propria reputazione e di trasformarla in una leva di crescita, superando l’idea di una città vissuta esclusivamente come destinazione di passaggio».

Un’eredità visiva per la comunità
Il concorso internazionale punta a definire linee guida destinate a sopravvivere alle singole contese elettorali, trasformando l’identità visiva in un patrimonio collettivo e duraturo. La sfida per i progettisti sarà proprio quella di creare un linguaggio visivo flessibile, adatto sia alla comunicazione istituzionale che alla promozione estera. «C’è un punto politico sul quale voglio essere molto chiaro: l’identità di una città non è proprietà di un’Amministrazione e non può esaurirsi nella durata di un mandato. Appartiene alla sua comunità, alla sua storia, alle generazioni che la abitano e a quelle che verranno», ha concluso il sindaco Giuseppe Tortora. «Per questo vogliamo costruire uno strumento che abbia continuità, autorevolezza e capacità di evolversi. Pompei non deve scegliere tra il proprio passato e il proprio futuro: deve avere la forza di tenere insieme entrambi, da protagonista».