Castellammare | Il far west al Cmi: due sparatorie in 24 ore
Due sparatorie nel giro di 24 ore e giovanissimi spregiudicati che circolano armati di pistola. Il piombo torna a insanguinare le strade di Castellammare di Stabia, in un clima da vero e proprio Far West di periferia. Nella notte tra lunedì e martedì, nel cuore del rione Cmi, un ragazzo è stato colpito da un proiettile al piede durante una rissa mentre nel pomeriggio di ieri, lungo via Napoli, si è consumato l’ennesimo agguato di un’escalation di violenza che sta mettendo a dura prova la tenuta della sicurezza nell’hinterland a sud di Napoli.
Il bersaglio dei sicari è stato un ragazzo di ventidue anni, originario del rione di Santa Caterina situato nel centro storico ma da poco trasferitosi negli alloggi popolari della periferia est della città. Un volto già noto agli archivi delle forze dell’ordine per precedenti legati al furto aggravato e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
La dinamica dell’attacco, ricostruita dalle prime testimonianze e dai primi rilievi effettuati sul luogo dell’agguato, restituisce la fotografia di quella che sembra essere una vera e propria spedizione punitiva studiata nei dettagli. Due persone, con il volto completamente travisato e a bordo di uno scooter di grossa cilindrata, si sono affiancate al ventiduenne nei pressi di un ex distributore di benzina in disuso.
Senza esitare, i killer hanno estratto l’arma ed esploso diversi colpi a bruciapelo, raggiungendo la vittima alle spalle mentre cercava disperatamente di mettersi in salvo. Soccorso nell’immediato e il 22enne si è presentato spontaneamente al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo, il giovane è stato medicato e operato per una ferita da arma da fuoco al gluteo. Fortunatamente i proiettili non hanno intaccato organi vitali e le sue condizioni non destano pericolo di vita, pur restando sotto stretta osservazione medica.
L’episodio di ieri pomeriggio, tuttavia, rappresenta solo la punta dell’iceberg di una scia di sangue e violenza esplosa nelle ultime quarantotto ore. Soltanto la notte precedente, tra lunedì e martedì, la medesima zona era stata teatro di un altro fatto di sangue. Un altro giovane, residente proprio nel rione Cmi, era stato raggiunto da un colpo di pistola a un piede a margine di una furiosa rissa scoppiata in strada. Accompagnato anch’egli al San Leonardo, il giovane è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni.
Su questo primo agguato stanno indagando gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castellammare di Stabia, che hanno avviato gli accertamenti raccogliendo le prime testimonianze in ospedale. Sull’attentato di via Napoli stanno invece lavorando a ritmo serrato i Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, coordinati dalla Procura della Repubblica. L’ipotesi investigativa principale è che tra i due raid a fuoco vi sia un filo conduttore diretto e viscerale.
Gli inquirenti non escludono affatto che il ferimento del ventiduenne possa rappresentare una risposta immediata, una vendetta incrociata matura all’interno delle nuove leve della criminalità organizzata. In un contesto in cui l’accesso alle armi da fuoco sembra diventare sempre più agevole anche per giovanissimi senza scrupoli, la pista seguita da investigatori e inquirenti punta dritta al controllo dei traffici illeciti di quartiere.
Piccoli giri di spaccio di droga gestiti in autonomia fuori dalle direttive dei clan tradizionali, oppure attriti nati per la spartizione dei proventi dei furti di ciclomotori e delle estorsioni collegate: sono questi i contesti opachi in cui maturano rancori e regolamenti di conti istantanei. Una situazione d’allarme rosso in un territorio dove la violenza giovanile rischia di trasformare le piazze periferiche in teatri di scontro permanente, alimentando una spirale di faide tra bande rivali che la magistratura e le forze dell’ordine stanno cercando con forza di arginare prima che ci scappi il morto.

