Castellammare | Far west al Cmi, l’appello della chiesa: «Basta violenza»
All’indomani delle notti di fuoco e delle due sparatorie che hanno seminato il terrore tra lunedì e martedì nel rione Cmi, la risposta della comunità parrocchiale non si fa attendere. A scendere in campo è don Gennaro Giordano, parroco del quartiere, che traccia una linea netta per arginare la deriva criminale dei giovanissimi: «Noi non possiamo e non dobbiamo fronteggiare la situazione con un’azione repressiva, perché non siamo forze dell’ordine, ma con un’azione educativa e di prevenzione».
Di fronte alla recrudescenza della violenza tra le gang di quartiere e all’allarmante abbassamento dell’età dei soggetti coinvolti, la parrocchia punta tutto sulla vicinanza e sulla socialità concreta. Per don Gennaro, l’unica via d’uscita è offrire un’alternativa valida alla strada: «La parrocchia offre ai genitori la possibilità di portare i loro figli in chiesa anche e soprattutto dopo la prima comunione, quando i ragazzi rischiano di guastarsi. Noi facciamo prevenzione come si fa in oratorio: giochiamo, stiamo insieme e mangiamo, anche per attrarre il più possibile questi ragazzi».
Ed è qui che si inseriscono le attività ludiche e formative, con una svolta decisiva all’orizzonte: «La novità, un’anticipazione non ancora ufficiale, è che la nostra parrocchia si associa all’Aspi. Avremo finalmente il nostro oratorio, un campo da gioco, lo sport e una vera oasi sul territorio dove stare insieme e prevenire un futuro che altrimenti non sarebbe dei più rosei». Una risposta di speranza di fronte a un degrado sociale troppo spesso dato per inevitabile. Intanto continuano le indagini per risalire ai responsabili delle due sparatorie. L’ipotesi è che a far innescare il tutto sia stato il furto di un motorino.

