San Giuseppe Vesuviano | Tra il Pd e Sepe rottura insanabile: dem all’opposizione, tra accuse e veleni
Stavolta la rottura sembra definitiva. Dopo mesi di tensioni, scontri in aula e tentativi falliti di ricucire lo strappo, il Partito Democratico rompe con il sindaco Michele Sepe e si colloca ufficialmente all’opposizione. Il partito che aveva contribuito alla vittoria elettorale del giugno 2024 volta pagina e apre una nuova fase dello scontro politico cittadino. Una frattura che ridisegna gli equilibri in Consiglio comunale e certifica la fine dell’alleanza che aveva sostenuto il primo cittadino alle urne. Nell’ultima seduta consiliare, sei consiglieri riconducibili al fronte di opposizione, tra esponenti del Pd e un rappresentante di Libera San Giuseppe Vesuviano, hanno contestato duramente le scelte politiche dell’amministrazione, votando contro tutti i punti all’ordine del giorno, fatta eccezione per uno approvato all’unanimità. Una presa di posizione netta, che ha visto in prima linea i capigruppo Antonio Carillo e Rosa Caputo.
Sul fronte opposto, Sepe ha trovato nuovi interlocutori nei gruppi di Risveglio Popolare e Forza Italia. Luigi Moccia, Francesco Massa, Lorenzo Archetti e Letizia Miranda rappresentano i nuovi riferimenti politici sui quali il sindaco può contare per proseguire l’esperienza amministrativa. Anche con loro sono stati avviati confronti per la composizione della nuova giunta che potrebbe essere completata – dopo le revoche dei mesi scorsi – a inizio novembre. Un riassetto che ha consentito al primo cittadino di ridefinire gli equilibri della maggioranza dopo la crisi.
Il caso del bavaglio – Il confronto in aula è stato particolarmente duro. «Ribadiamo con forza che chi ha tradito il mandato degli elettori oggi siede tra i banchi della maggioranza», hanno dichiarato i rappresentanti del fronte progressista, contestando il nuovo assetto politico. Accuse respinte dal sindaco Michele Sepe, che ha rivendicato la trasparenza del proprio operato. Ma lo scontro non riguarda soltanto gli equilibri politici. Pd e Libera San Giuseppe hanno denunciato anche presunte «limitazioni al diritto di parola durante il Consiglio comunale», puntando il dito contro la Presidenza dell’assemblea oggi affidata a Michela Saggese (eletta in quota dem e rimasta al fianco del sindaco). Secondo i due gruppi, agli esponenti dell’opposizione sarebbe stato «impedito» più volte di intervenire pienamente nel dibattito. Una contestazione che investe direttamente il ruolo di garanzia della Presidenza e il rispetto delle prerogative dei consiglieri.
Commissione bilancio – A rendere ancora più teso il clima sono le dimissioni di Mariella Eliano dalla presidenza della Commissione Bilancio, Tributi e Contenzioso. Al centro della vicenda c’è la polemica sui tempi di esame del Bilancio consolidato 2025 e sulle presunte responsabilità per i ritardi dell’attività amministrativa. Nella ricostruzione fornita dall’opposizione, la documentazione sarebbe stata resa disponibile soltanto venerdì 16 ottobre, nonostante una richiesta scritta inviata agli uffici dalla stessa Eliano il 6 ottobre. La commissione sarebbe stata quindi convocata il 19 ottobre per la seduta del 21 e successivamente riconvocata per il 26 ottobre.
La presidente dimissionaria respinge l’accusa di aver rallentato il lavoro del Comune e rivendica l’attività svolta. «Un anno fa ho accettato la presidenza della Commissione Bilancio con senso di responsabilità, consapevole della delicatezza del ruolo e del lavoro necessario per esaminare atti fondamentali per la vita dell’Ente», ha dichiarato, sottolineando di aver lavorato con gli uffici e con l’assessorato competente. «Oggi possiamo affermare che la commissione è una di quelle più attive ed efficienti». Eliano contesta inoltre la contraddizione tra le accuse rivolte alla commissione e il venir meno del numero legale durante i lavori, a seguito delle assenze e delle uscite di componenti della maggioranza. Una circostanza che, secondo la ricostruzione del fronte progressista, avrebbe impedito di proseguire l’esame degli argomenti e di esprimere il parere previsto.
Dem al veleno – Durissima la posizione di Rosa Caputo, capogruppo del Pd, che collega le vicende della commissione alla crisi politica più ampia. «Quello a cui stiamo assistendo è il segnale di un metodo politico che ci preoccupa profondamente», ha affermato, contestando una maggioranza ricostruita dopo le elezioni con l’ingresso di esponenti di Forza Italia. «Questa nuova maggioranza non è stata votata da nessuno, ma oggi si comporta come se non esistesse la minoranza», ha aggiunto Caputo, denunciando anche i toni utilizzati dal sindaco nei confronti del gruppo democratico. La capogruppo parla infine di una «cultura politica insofferente alle regole e al confronto». Parole che fotografano una frattura ormai profonda e che lasciano intravedere un Consiglio comunale destinato a vivere nuove tensioni in futuro.

