Omicidio di Martina, la madre: «Al suo assassino darei la sedia elettrica»
IL PROCESSO
30 ottobre 2026
IL PROCESSO

Omicidio di Martina, la madre: «Al suo assassino darei la sedia elettrica»

La 14enne uccisa a colpi di pietra dal suo ex fidanzatino, ora a processo per omicidio volontario pluriaggravato
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Dopo avere appreso quello che era successo a Martina si è ricordata che in quell’anfratto, Alessio, aveva portato anche lei. E rispondendo alle domande poste ha fatto chiaramente intendere che ciò che era successo alla 14enne sarebbe potuto accadere anche a lei. Ha deposto anche un’ex fidanzata di Alessio Tucci, oggi, davanti alla Corte di Assise di Napoli, al processo che lo vede imputato per l’omicidio volontario pluriaggravato di Martina Carbonaro, uccisa il 26 maggio 2025 ad Afragola,  a colpi di pietra. “Prima di Pasqua 2025 Alessio mi portò in quel casolare. Avevo solo una sensazione strana: che potevo essere anche io la vittima”, ha detto rispondendo all’avvocato Sergio Pisani, legale dei genitori della vittima, in aula con addosso una maglietta rosa con la scritta ‘Giustizia per Martina: mai più sola, mai più vittima’.

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Fuori dal palazzo di giustizia, la mamma della 14enne, Enza Cossentino, parla con i giornalisti, senza peli sulla lingua: “Io Tucci l’ho trattato come un figlio e lui mi ha pugnalato, non capisco come si può uccidere una creatura come lei, io sono una morta che cammina, dopo che avrò avuto giustizia il Padreterno mi può anche chiamare. Io a Tucci darei la sedia elettrica”. La Corte di Assise ha accolto la richiesta di far deporre l’imputato reo confesso il prossimo 10 novembre, in presenza ma coperto da un paravento. “Sarà in aula? Già ho l’ansia – confessa Enza – Vorrei che gli dessero due ergastoli, lui potrà uscire ma mia figlia sarà per sempre 14enne. Voglio che Tucci mi guardi negli occhi e mi dica perché l’ha fatto”. Poi l’appello: “Dobbiamo parlare della violenza sulle donne, dobbiamo fare rumore e lo faremo per il 25 novembre Giornata contro la violenza sulle donne”.

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L’ultimo a deporre è stato colui che prima dei social veniva definito “l’amico di penna”, un 21enne con il quale Martina, dieci giorni prima di essere uccisa, aveva allacciato una relazione on-line. Le dava consigli, anche su come un fidanzato avrebbe dovuto comportarsi con la sua ragazza. E Martina, forse per la prima volta, ha capito che Alessio non era il ragazzo giusto. Rispondendo in videoconferenza, il giovane ha spiegato che con Martina si sentiva in chat e al cellulare, e che il loro era rapporto poteva diventare più serio di una sincera amicizia troncata da Alessio a colpi di pietra. Il giorno della scomparsa Martina gli aveva detto che sarebbe uscita con delle amiche. “Poi mi scrisse che si doveva vedere un attimo con Alessio… – racconta – A un certo punto però non arrivavano più né chiamate né messaggi”. In precedenza Alessio l’aveva contattato via chat, ma inutilmente in quanto lui lo bloccò immediatamente.