Raid tra scuola, lido e distributori h24: arrestata la banda dei furti in penisola sorrentina
SVOLTA NELLE INDAGINI
30 ottobre 2026
SVOLTA NELLE INDAGINI

Raid tra scuola, lido e distributori h24: arrestata la banda dei furti in penisola sorrentina

Misura cautelare per tre persone accusate di una serie di colpi tra Sorrento, Piano di Sorrento, Sant'Agnello e Vico Equense.
Marco Cirillo

Tre persone sono finite agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, al termine di un’intensa attività investigativa condotta dai carabinieri della compagnia di Sorrento, coordinati dal capitano Mario Gioia. L’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura, interessa due ventenni e un cinquantenne, ritenuti in via provvisoria «gravemente indiziati dei delitti di furto aggravato in concorso». La serie predatoria ha avuto inizio il 5 settembre scorso con un raid notturno all’Istituto Comprensivo Piano di Sorrento. I malviventi, dopo aver scavalcato la recinzione perimetrale ed forzato una porta antipanico della palestra, si sono introdotti nei locali informatici, «asportando un ingente quantitativo di materiale didattico destinato agli studenti, tra cui ben 10 notebook e 4 tastiere musicali».

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Dal lido balneare ai distributori automatici
La sequenza criminale è proseguita pochi giorni più tardi in altri punti caldi della penisola sorrentina. Nello specifico, il 10 settembre a Sant’Agnello, i due indagati più giovani avrebbero preso di mira lo stabilimento balneare Katarì, asportando «4mila euro in contanti, due palmari ed alcune bottiglie di liquori di pregio» e devastando gli interni. Archiviata la parentesi balneare, l’attenzione della coppia si è rivolta ai punti vendita h24 con distributori automatici a Sorrento e Vico Equense. Nel corso dei successivi raid notturni, immortalati dalle telecamere di sorveglianza, i ladri hanno sottratto «denaro contante e lettori di banconote per un bottino di diverse migliaia di euro».

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Le indagini, la refurtiva e la svolta
Un ruolo chiave nella risoluzione del caso è stato giocato dall’analisi dei filmati della videosorveglianza pubblica e privata. La svolta investigativa decisiva è arrivata dalla comparazione degli indumenti indossati durante i colpi con quelli rinvenuti e sequestrati durante le perquisizioni domiciliari. Tale riscontro ha permesso ai militari dell’Arma di recuperare parte della refurtiva sottratta, compresi i computer portatili trafugati all’istituto scolastico. Il solido quadro indiziario ha trovato ulteriore conferma nelle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio da uno degli indagati. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per tutti vale la presunzione d’innocenza.