Rifiuti e sos decoro: discariche nelle aiuole dell’ospedale di Boscotrecase
LA DENUNCIA
1 novembre 2026
LA DENUNCIA

Rifiuti e sos decoro: discariche nelle aiuole dell’ospedale di Boscotrecase

Rifiuti abbandonati nei pressi dell'ospedale Sant'Anna Madonna della Neve
Giovanna Salvati

C’è un’immagine che più di ogni altra racconta il cortocircuito che si consuma intorno all’ospedale Sant’Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase. Da una parte la cerimonia, i messaggi sulla cura del bene comune, la recente piantumazione de “L’Albero della Salute e della Legalità”, simbolo di speranza, rispetto delle regole e attenzione verso il territorio. Dall’altra, a pochi metri di distanza, aiuole sommerse dalle erbacce, rifiuti abbandonati, cartoni di pizza lasciati a terra e bottiglie di birra che testimoniano una frequentazione ben diversa da quella immaginata per un presidio sanitario. Un contrasto che colpisce e che nelle ultime settimane ha alimentato le proteste di medici, operatori sanitari, pazienti e cittadini. Basta percorrere le aree esterne del presidio ospedaliero per rendersi conto di una situazione che appare sempre più fuori controllo.

Le aiuole che dovrebbero rappresentare uno spazio decoroso e accogliente sono invece segnate dall’incuria, mentre in diversi punti si notano tracce evidenti di abbandono. Le segnalazioni si susseguono. In particolare, a preoccupare è quanto accade nelle ore serali, quando alcune zone periferiche dell’ospedale diventerebbero punto di ritrovo di persone che bivaccano indisturbate.

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Al mattino, il risultato è sotto gli occhi di tutti: residui di cibo, confezioni vuote, lattine, bottiglie e altri rifiuti disseminati tra il verde ormai incolto. Uno scenario che genera amarezza soprattutto perché si sviluppa a ridosso di una struttura che ogni giorno accoglie centinaia di utenti provenienti da tutto il comprensorio vesuviano. Chi arriva per sottoporsi a una visita specialistica, chi accompagna un familiare o chi vive momenti delicati legati alla malattia si trova davanti a un contesto che comunica trascuratezza anziché accoglienza. «È un vero peccato», raccontano alcuni frequentatori dell’ospedale.

«Da una parte si organizzano iniziative importanti per sensibilizzare alla legalità e al rispetto dell’ambiente, dall’altra ci si imbatte continuamente in situazioni di degrado che sembrano ignorate». Il riferimento è proprio all’Albero della Salute e della Legalità, messo a dimora nei giorni scorsi come segno concreto di impegno civile. Un gesto dal forte valore simbolico che rischia però di perdere parte della sua forza comunicativa se inserito in un contesto che appare trascurato. L’albero diventa così il simbolo di un messaggio nobile che fatica a trovare corrispondenza nella realtà quotidiana delle aree esterne. Il problema non riguarda soltanto l’aspetto estetico. Il degrado alimenta un senso di insicurezza e contribuisce a peggiorare la percezione complessiva della struttura. Le erbacce cresciute senza controllo e la presenza di rifiuti trasmettono infatti l’idea di uno spazio privo di vigilanza e manutenzione costante.

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Eppure basterebbero interventi ordinari per restituire dignità a questi luoghi. Una programmazione regolare dello sfalcio dell’erba, una pulizia più frequente delle aiuole, controlli nelle ore serali e un’attività di monitoraggio capace di scoraggiare comportamenti incivili consentirebbero di cambiare volto all’intera area. Il paradosso resta tutto qui. Mentre all’interno dell’ospedale medici, infermieri e operatori sanitari lavorano quotidianamente per garantire assistenza e cure, all’esterno persiste una situazione che sembra raccontare l’esatto contrario della cultura della cura. Un controsenso difficile da comprendere e ancora più difficile da giustificare. Perché un ospedale non è soltanto un luogo dove si guarisce. È anche il volto con cui un territorio si presenta ai cittadini.