S. Maria la Carià | Un convegno per ricordare Carlo Cannavacciuolo
La memoria non è un semplice esercizio di ricordo, ma un dovere civile che si trasforma in un ponte verso il futuro. Ha registrato un’ampia e commossa partecipazione la serata promossa dal forum dei giovani di Santa Maria la Carità per rendere omaggio alla figura di Carlo Cannavacciuolo, il giovane veterinario di ventisette anni barbaramente ucciso il 5 novembre del 2011 nel tentativo di proteggere la fidanzata da una drammatica rapina. Un sacrificio, quello del giovane – poi insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile –, che continua a rappresentare un presidio morale di coraggio, dignità e contrasto a ogni forma di sopraffazione.
L’iniziativa ha vissuto momenti di profonda intensità emotiva, alternando le testimonianze della famiglia al contributo di esponenti delle istituzioni e dell’avvocatura. L’incontro, moderato da Domenico Aprea, ha visto gli interventi del sindaco Giosuè D’Amora, dell’avvocato Pasquale Calabrese, di Franco Cascone, del presidente di sezione del Tribunale di Salerno Giovanni de Angelis e dell’avvocato Antonio Picarella.
Particolarmente toccante è stata la presenza della famiglia Cannavacciuolo, custode inflessibile di una memoria che punta a trasmettere ai più giovani il valore della legalità e del senso di responsabilità. «Ricordare Carlo – ha detto il sindaco Giosuè D’Amora– non significa soltanto rendere omaggio a una giovane vita spezzata, ma fare in modo che il suo esempio di altruismo continui a vivere nelle scelte e nei valori delle nuove generazioni. La memoria diventa un’eredità concreta soltanto quando siamo capaci di trasformarla in impegno quotidiano per la nostra comunità».

