Pd, altra occasione persa. Russo: “Nessuno parla di temi”

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Pd, altra occasione persa. Russo: “Nessuno parla di temi”

Svolta a sinistra vera “non alla Cozzolino”, un Referendum per riorganizzare la Città metropolitana e risposte alle fasce deboli della società. All’indomani della Direzione provinciale Pd finita in bagarre, il coordinatore provinciale per l’area Orlando e membro della Direzione Nazionale Pd, Peppe Russo traccia la strada in vista del Congresso. “Inutili i commissari e i garanti” dice sfidando capibastoni e dirigenti locali su un altro terreno: quello dimenticato dei programmi e delle proposte politiche.

Russo, gli orlandiani avevano annunciato la richiesta di un commissario nella scorsa Direzione provinciale, ieri hanno garantito il numero legale.

“Onestamente non  ho mai creduto nelle virtù palingenetiche di un commissario, è un’idea illusoria e fuorviante. I problemi del Pd napoletano sono antichi, risolverli con misure organizzative è una strada già battuta che non ha prodotto nulla, il problema è politico-culturale. Quanto accaduto in Direzione provinciale è l’esito ineludibile di un processo avviato da anni”.

Quello della logica delle tessere?

“Per dieci anni si è preferito il calcolo, il conformismo e il familismo senza alcuna etica della responsabilità facendo prevalere l’autoreferenzialità. Ognuno risponde in questo partito ad un capo area e non alla comunità. Le persone sono stufe ed anche io, infastidite dalla sola disputa nominalistica nel gruppo dirigente Pd”.

Intanto il Congresso si avvicina e di programmi nemmeno l’ombra.

“Il Congresso è sempre stato tutta tattica, un esercizio per mestieranti. Anche stavolta stiamo bruciando la possibilità di fare un punto sullo stato della città e dell’area metropolitana, di riflettere sulla fragilità dei partiti che non permette più di selezionare una classe dirigente politicamente adeguata. Sarà l’ennesima conta”.

A questo punto che senso ha restare nel Pd?

“Io resto perché reputo necessario fare la mia battaglia nel Pd. Questo partito deve riscoprire la propria missione e non deve tradire la sua natura di forza di governo e al tempo stesso popolare. Dopo gli sforzi su Bagnoli e i dati economici con un Sud che soffre è necessario riaprire un tavolo di confronto con le realtà meridionali, non è possibile che la classe dirigente locale non sia in grado di dare un contributo al partito nazionale”.

Da dove si riparte?

“Necessaria una svolta a sinistra”.

Questo è quello che ha detto anche l’europarlamentare Andrea Cozzolino in un’intervista a Metropolis.

“Sì però tra l’ambizione che si pone Cozzolino, sacrosanta, e la soluzione che dà, ovvero che ci vuole un segretario provinciale ex Ds, c’è uno scarto abissale.  La vera svolta di questo partito a sinistra si fa sviluppando dei temi e avanzando delle proposte per combattere le ingiustizie. Prima di tutto: come affrontiamo la questione povertà che avanza, in particolare nelle periferie della città e degli altri Comuni? O ancora: cosa rispondiamo sull’ evasione scolastica, sui servizi sanitari che diventano inaccessibili…”

Insomma mettendo al centro i temi della sinistra.

“Non solo. Il Pd deve dare risposte anche sulla messa in sicurezza del Vesuvio e della Solfatara, sul patrimonio ambientale e abitativo. Non può solo fare opposizione a de Magistris, deve fare proposte. Oggi chi vota Pd, cosa vota?”

In Città metropolitana più che opposizione, il Pd fa accordi.

“Occorre un piano di rilancio e riorganizzazione delle funzioni della Città metropolitana”.

Come?

“Promuovendo, ad esempio, un referendum per l’elezione diretta del presidente così da togliere dalle mani dei partiti lo sconcio a cui abbiamo assistito. Ovvero il ceto politico che vota il ceto politico, non mi pare una grande conquista democratica”.

Ha parlato di de Magistris. Sul rapporto Pd-De Luca invece?

“In quanto presidente della Regione dobbiamo sostenerlo ed aiutarlo a fare scelte adeguate, invece non c’e dialettica tra consiglio e  giunta, tra gruppo e partito. Ci sono troppi posizionamenti e opportunismi”.

Infine c’è chi ora chiede un garante per il tesseramento.

“Inutile anche quello”.

Lei una volta era per l’azzeramento.

“Ormai dovremmo azzerare lo zero: è matematicamente impossibile”.

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