Sgarri tra alleati a Torre del Greco, il sindaco sbotta: «Non mi prendete in giro». E impone la verifica di maggioranza

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Alberto Dortucci,  

Sgarri tra alleati a Torre del Greco, il sindaco sbotta: «Non mi prendete in giro». E impone la verifica di maggioranza

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Torre del Greco. Alle 14.45 in punto – l’orario fissato per la riunione di maggioranza – il sindaco Giovanni Palomba era regolarmente al suo posto, seduto in sala giunta a palazzo Baronale. Ma, intorno alla guida della carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle elezioni di giugno, c’erano diverse poltrone vuote: assenze in parte giustificate – a cominciare dal politico-ultrà Pasquale Brancaccio per finire a Michele Langella, costretto a letto dall’influenza – e in parte ritenute «strategiche», come le defezioni del presidente dell’assise Felice Gaglione e della sua partner elettorale Iolanda Mennella. Un «giochetto » capace di fare perdere le staffe al flemmatico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio. Pronto a inviare – al termine dell’incontro, intorno alle 15.35 – un inequivocabile messaggio all’interno della chat WhatsApp dei consiglieri comunali: «Mi spiace essere preso in giro, la prossima riunione sarà per una verifica di maggioranza: andrò avanti a prescindere», la ferma presa di posizione dello storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio. Una «tigre» immediatamente cavalcata dal padre del balenottero bianco Antonio D’Ambrosio, fresco di alleanza con il soldato Luigi Caldarola a sostegno dell’assessore alle politiche sociali Luisa Refuto: «Condivido la linea del sindaco – le parole di Tommaso D’Ambrosio, rientrato sulla scena politica cittadina dopo un’assenza di trent’anni -. Mai abusare della disponibilità di un democristiano: i tatticismi non premiano, ma mortificano l’intelligenza altrui». Concetti e toni forti, capace di convincere l’ex delfino di Donato Capone a recitare il ruolo della «pecorella smarrita» e a provare un immediato rientro all’ovile della coalizione: «Sono stato preso da impegni di lavoro – la risposta del funzionario dell’Asl Napoli 3 Sud, sempre via WhatsApp – . Mi scuso con i presenti, ma non è affatto una presa in giro: né io né Iolanda Mennella ci siamo mai opposti a nulla». Una frettolosa corsa ai ripari, in attesa dell’annunciata verifica di maggioranza.

L’ora della verità

Perché – al netto delle dispute social – non è un mistero il malumore provocato dall’insolita alleanza stretta tra mister 1.400 preferenze e Antonio Spierto, l’ex vicesindaco di Ciro Borriello oggi seduto tra i banchi dell’opposizione. La coppia di ex fedelissimi del chirurgo plastico di via del Monte – insieme alla stessa Iolanda Mennella – hanno ufficializzato la nascita in consiglio comunale del movimento Ora. Un gruppo a tre, insolitamente formato da due esponenti di maggioranza e un componente della minoranza, su cui ora l’intera coalizione – a partire dal sindaco – vuole fare, evidentemente, chiarezza.

La caccia alle poltrone

L’assenza di Michele Langella si è trasformata in una ghiotta occasione per Ciro Piccirillo – capogruppo della lista civica La Svolta – per rivendicare, insieme a due poltrone in giunta, le deleghe oggi gestite dall’avvocato Anna Pizzo: eventi, cultura, turismo e pubblica istruzione. Deleghe a cui ambiscono anche i rappresentanti di Ci vuole coraggio, pronti a confermare i propri rappresentanti all’interno dell’esecutivo cittadino – il vicesindaco Annarita Ottaviano e l’assessore Gennaro Granato – ma a caccia di ulteriore «visibilità». Una rivendicazione espressa a chiare lettere dalla baby-politica Annalaura Guarino, decisa a mettere sul piatto della bilancia il «peso» del proprio gruppo. Insomma, schermaglie iniziali di una battaglia destinata a durare a lungo.

Tutti pazzi per i vigili urbani

Dopo la richiesta ufficiale di Salvatore Gargiulo di una delega fuori giunta alla polizia municipale, i vigili urbani sono diventati l’oggetto dei desideri della pasionaria Carmela Pomposo: due richieste – entrambe provenienti da esponenti della civica La Svolta – davanti a cui il sindaco Giovanni Palomba ha alzato le barricate. Il primo cittadino – vista l’imminente defenestrazione di Pietro De Rosa, il delegato ai rifiuti oggi agli onori delle cronache politiche solo per la farsa delle dimissioni – ha deciso di trattenere la delega all’ambiente, a cui affiancare proprio la delega alla polizia municipale. «Vista la necessità di coordinare i controlli Nu, devono viaggiare a braccetto», la spiegazione del capo della coalizione per evitare l’ennesimo strappo tra alleati. Almeno fino alla verifica di maggioranza.

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