Cinque ispettori Penitenziaria musicisti alle nozze trash. Identificati sui video postati sul web e subito sospesi

Redazione,  

 Cinque ispettori Penitenziaria musicisti alle nozze trash. Identificati sui video postati sul web e subito sospesi

NAPOLI – Cinque ispettori della PoliziaPenitenziaria, che suonano la tromba nella banda musicale del Corpo, di stanza a Portici, in provincia di Napoli, sono stati sospesi dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per avere preso parte in qualità di musicisti al controverso matrimonio napoletano del cantante neo melodico Tony Colombo e diTina Rispoli, vedova del boss degli scissionisti Gaetano Marino, assassinato nell’agosto di sei anni fa in un agguato scattato sul lungomare di Terracina. Le nozze che hanno sollevato un vespaio di polemiche e sulle quali sono in corso indagini dei carabinieri, coordinati dallaProcura partenopea. Il matrimonio è stato celebrato in maniera adir poco pomposa nel Maschio Angioino di Napoli, dopo un festoso corteo nuziale con tanto di carrozza bianca trainata da cavalli, che ha letteralmente bloccato il traffico lungo corso Secondigliano. I cinque ispettori sono stati riconosciuti nelle immagini e nei numerosi video girati anche da semplici cittadini, finiti sul web dove, in pochissimo tempo sono diventati virali. TonyColombo, infatti, è un cantante molto apprezzato in alcuni quartieri della città. La risposta da parte del Dap non si è fatta attendere: dopo gli accertamenti di rito è stato emesso un provvedimento di sospensione cautelativo nei confronti dei cinque trombettisti che ha lasciato la banda musicale temporaneamente priva dell’apporto di questo strumento. “Ancora fango sulla Polizia Penitenziaria”, commentano il presidente dell’Unione dei Sindacati della PoliziaPenitenziaria Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, secondo i quali “l’onore e il prestigio del Corpo non possono essere intaccati da simili condotte. Stigmatizziamo questo comportamento – aggiungono Moretti e Auricchio – che, vorremmo sottolineare, costituisce un’eccezione e, pertanto, non può vanificare l’abnegazione profusa quotidianamente dagli agenti i quali, con enorme sacrificio garantiscono l’ordine e la sicurezza nelle carceri”. Moretti e Auricchio auspicano ora che “così come le altre bande delle forze di polizia anche quella del Corpo dellaPolizia Penitenziaria venga trasferita a Roma, “come prevede un progetto già avviato dal Dipartimento e caldeggiato dalla nostra organizzazione sindacale”.

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