Torre Annunziata. Stop alla violenza sulle donne: patto Procura, Asl e associazio

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata. Stop alla violenza sulle donne: patto Procura, Asl e associazio

Ci sono mani che dovrebbero accarezzare i volti delle donne e non prenderli a schiaffi. Mani che dovrebbero stringersi per dimostrare amore con gli abbracci, forti, da perdere il fiato ma solo di passione e non di violenza. Voci che dovrebbero sussurrare parole dolci e non ingiurie. Ma sempre più spesso non è così. Ci sono uomini che trasformano l’amore in un incubo. La casa da nido d’amore ad una gabbia infernale. Difficile liberarsi, difficile trovare una via d’uscita. Mogli e fidanzate ne diventano vittime consapevoli ma incapaci di denunciare.   Impugnare il telefono, varcare la soglia di una caserma diventa impossibile. Ci si sente pietrificate nonostante la rabbia incontrollabile che si ha dentro.

Era quello che viveva Enza Avino, Imma Villani, Melania Rea: sono solo alcuni dei nomi di chi ha toccato il fondo. Uccise da chi aveva giurato sull’altare di amarle. Da chi le aveva promesso una vita da regina e invece le ha regalato solo la morte. Vittime di femminicidio. I loro volti sono diventati le icone di storie ma anche la spinta per costruire una rete per tutelarle.

E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato ieri mattina tra il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Pierpaolo Filippelli, l’Asl Napoli 3 Sud, il Provveditore agli studi della Provincia di Napoli e i Centri Antiviolenza “Il Rifugio di Jole” di Castellammare di Stabia e “Eirene” di Torre Annunziata. Una strategia comune per combattere la violenza sulle donne che ha mille volte: dai reati come la violenza fisica a quella sessuale, lo stupro, senza dimenticare la violenza psicologica. Decine e decine i casi che ogni giorno si verificano tra le mura domestiche e sulle quali intervenire, senza nemmeno un piccolo segnale da parte delle vittime, diventa praticamente impossibile. «È ormai matura, – spiega il sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino – la consapevolezza tra tutte le istituzioni che il contrasto al fenomeno della violenza di genere ed in danno dei minori, sulla scorta della legge “Codice Rosso” entrata in vigore lo scorso 9 agosto, richieda la realizzazione ed il consolidamento di una rete di supporto alle vittime di abuso e maltrattamento, attraverso una permanente sinergia tra Procura della Repubblica, Asl, strutture sanitarie e di pronto soccorso e centri antiviolenza, per il sostegno morale, psicologico e legale delle persone offese ed al contempo per messa in campo di concreti strumenti per la rieducazione dei soggetti maltrattanti».

E poi conclude «Il protocollo si propone altresì come scopo il monitoraggio, l’elaborazione e lo studio dei fenomeni criminali di maltrattamento, persecuzione e violenza ai danni di donne e minori, anche al fine di migliorare la risposta preventiva e repressiva dello Stato». Ieri mattina le mani del procuratore Filippelli si sono unite e su quel foglio non solo una firma simbolica ma un patto: tutelare le donne e i loro piccoli figli, garantire, grazie ai centri di accoglienza, un posto sicuro. Lontano dall’inferno, dalle violenze, e sempre più spesso dalla morte.

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