Il risiko-giunta a Ercolano, Buonajuto mette alle strette il Pd: «Aspetto 3 nomi»

Alberto Dortucci,  

Il risiko-giunta a Ercolano, Buonajuto mette alle strette il Pd: «Aspetto 3 nomi»

Ercolano. Tre assessori al Pd, due ai «debuttanti» di Italia Viva e uno alla civica Popolo Ercolanese. A chiudere i conti, un’indicazione diretta del sindaco. In attesa della proclamazione ufficiale, il sindaco Ciro Buonajuto guarda già alla sua seconda-prima giunta. Con idee chiare e nette: «Come concordato con tutte le liste della coalizione – la premessa del baby-Renzi del Vesuviano – sarà un esecutivo politico: niente tecnici, solo espressioni di partiti e civiche». Applicando il metodo-Cencelli riveduto e corretto dal «reuccio» della città degli Scavi eletto con l’80% delle preferenze e capace di lasciare solo le briciole – tre consiglieri comunali, compresa la principale rivale Colomba Formisano – all’opposizione. «Ogni tre consiglieri comunali scatterà un assessore», il concetto espresso agli alleati.

A partire dal Pd guidato a livello locale da Luigi Luciani, il promotore della mozione di sfiducia ritirati in tempi record dietro la promessa di occupare la poltrona da numero due del Comune. «Luigi Luciani vicesindaco? Per me, non ci sarebbero problemi – conferma Ciro Buonajuto -. Ma qualsiasi nomina o incarico deve passare da partiti e liste dello schieramento. Dal Pd aspetto tre indicazioni: tutti si devono sentire partecipi e responsabili del progetto per portare avanti il lavoro avviato durante i primi cinque anni di mandato».

In pratica: scelgano i nomi, in modo da non potere poi provare a scaricare eventuali colpe solo sul primo cittadino. Insomma, la «palla» passa nel campo del Pd. Dove i nodi da sciogliere non mancano, a partire dal ruolo da riconoscere a Carmela Saulino: miss 1.400 preferenze – record a Ercolano – potrebbe entrare nuovamente in giunta oppure, alla luce del non esaltante  risultato ottenuto dall’uscente Luigi Simeone, puntare alla carica di presidente del consiglio comunale.

Senza dimenticare le aspirazioni del «rientrante» Lino Vitiello – alias ‘o pescatore – e le strategie dell’ondivaga Antonietta Garzia, pronta  fare valere l’ennesimo ritorno alla corte del «reuccio». Apparentemente meno complicato il «risiko» in casa Italia Viva. Dove Luigi Fiengo – vicesindaco uscente, carica a oggi destinata al Pd – potrebbe «ripiegare» su un super-assessorato per proseguire nel solco già tracciato a partire dal 2015.

Per l’ultimo posto riservato a partiti e liste, infine, il Popolo Ercolanese – fresco di polemiche social con il «miracolato» Piero Sabbarese, rientrato in aula con meno di 400 voti – potrebbe puntare su Aniello Iacomino, l’unico già con un passato in aula.

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