Risiko-giunta a Torre del Greco: il no di Pomposo frena Palomba e Gaglione

Alberto Dortucci,  

Risiko-giunta a Torre del Greco: il no di Pomposo frena Palomba e Gaglione
Gaglione e Palomba

Torre del Greco. Un gioco di incastri per «recuperare» in giunta Felice Gaglione – l’ex presidente del consiglio comunale «pentito» delle dimissioni presentate a novembre del 2019 – e «mettere il bavaglio» a Carmela Pomposo, la pasionaria dei rifiuti entrata in varie occasioni in rotta di collisione con la dirigente all’ambiente Claudia Sacco. è il risiko-politico al vaglio del sindaco Giovanni Palomba, già proiettato al rimpasto di fine anno. L’ennesimo valzer di poltrone con un unico obiettivo: riportare a palazzo Baronale – attraverso il sostegno di Iolanda Mennella e Carmine Gentile – il dipendente dell’Asl Napoli 3 Sud «gradito» al consigliere regionale Loredana Raia.

La duplice staffetta

Per centrare il risultato, tuttavia, servirà una duplice staffetta all’interno dell’esecutivo di largo Plebiscito: Felice Gaglione prenderebbe il posto dell’assessore «pro-forma» Lucia Giordano – impiegata presso una struttura sanitaria riconducibile all’ex fedelissimo di Donato Capone e delegata ai lavori pubblici – ma l’avvicendamento farebbe saltare l’equilibrio sulle «quote rose». Di qui, la «corte serrata» di Giovanni Palomba alla fuoriuscita dalla lista civica Insieme per la città: «Entra in giunta al posto di Raffaele Arvonio», la proposta arrivata alla specialista dei rifiuti. Una proposta dai molteplici aspetti positivi per il leader della carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni del giugno 2018 – Giovanni Palomba si libererebbe del quarto assessore «straniero» delegato ai rifiuti, accoglierebbe il «figliol prodigo» passato alla corte del Pd e limiterebbe le sfuriate del cavallo pazzo della sua maggioranza – ma rispedita al mittente da Carmela Pomposo: «Non entrerò in giunta», il muro alzato dalla pasionaria della coalizione.

La exit strategy

A fare le spese del tira & molla a palazzo Baronale potrebbe essere Antonio D’Ambrosio, l’unico esponente di Movimento Popolare Torrese «premiato» con la nomina dell’assessore Luigi Civelli dopo gli incarichi alla commissione elettorale e al nucleo di valutazione. Se Carmela Pomposo dovesse rimanere ferma sulla sua posizione, il sindaco punterebbe a recuperare la precaria Maria Orlando – costretta a salutare il consiglio comunale dopo il ritorno dall’esilio di Ciro Piccirillo – e a scaricare Luigi Civelli. Un vero e proprio gioco a incastri per riportare in Comune il «pentito» della maggioranza.

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