De Magistris ancora contro De Luca: “Smetta di fare propaganda, il fatto è serio”

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De Magistris ancora contro De Luca: “Smetta di fare propaganda, il fatto è serio”

”La Regione deve mettere da parte la propaganda che l’ha caratterizzata per molti mesi e iniziare a rispondere con azioni concrete. Vogliamo ordinanze sull’organizzazione della sanità, ordinanze che vadano nella direzione di assumere medici e infermieri e non scaricare le responsabilità, come fanno ora sul Governo”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris commentando la nuova ordinanza emanata nella tarda serata di ieri dal presidente De Luca. ”Vogliamo avere contezza del perché infermieri e medici non vanno a casa a curare gli asintomatici – ha aggiunto – perché i medici di medicina generale sono lasciati soli, perchè sono stati chiusi una serie infinita di ospedali e vogliamo sapere perché non funzionano i distretti territoriali”. E ancora: ”Bonavitacola ieri era nervoso perché anche all’interno del Governo stanno iniziando a vedere che la situazione in Campania è grave e lo dico con amarezza. Da aprile ad oggi non è stato fatto nulla eppure tutti sapevamo che in autunno sarebbe arrivata la seconda ondata e il trend era in crescita già da giugno ma loro pensavano solo a organizzare la campagna elettorale e le liste”. E’ la replica del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris  alle dichiarazioni rilasciate ieri dal vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola. “E’ un disperato che cerca di farsi pubblicità aprendo polemiche e girando per le tv anziché pensare a lavorare”, le parole di ieri di Bonavitacola riferite al sindaco partenopeo. ”Non voglio fare polemiche – ha affermato de Magistris – ma chi dovrebbe pensare alla salute invece la mette in politica. Io vado in radio e tv non per esprimere un diritto, sancito dalla Costituzione, ma per dovere perché se in questi mesi noi non avessimo detto tante cose ci sarebbero state ancora persone che avrebbe avuto un’immagine di una regione in cui andava tutto rose e fiori e che ci eravamo salvati grazie alla politica regionale”.

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