Tarro, virologo controcorrente: “Troppi tamponi, si fa solo allarmismo”

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Tarro, virologo controcorrente: “Troppi tamponi, si fa solo allarmismo”

Giulio Tarro è ritenuto nel mondo scientifico uno degli esperti che ritiene eccessivo l’allarme lanciato sulla diffusione del coronavirus.

Professore Tarro, in queste ore si parla di chiusure, di nuovi divieti e di allarme per la situazione sanitaria. Lei condivide questa linea?

«Continuo a vedere troppi allarmi. Il ciclo epidemico si è esaurito nella primavera scorsa. Poi però, forse, si sarebbe dovuto avere un controllo maggiore degli spostamento soprattutto da e per l’estero. Invece abbiamo aperto le frontiere, abbiamo fatto venire stranieri in Italia e noi siamo andati all’estero».

I numeri di oggi appaiono spaventosi. Lei non teme in una seconda ondata?

«Io guardo ai numeri e dico che fortunatamente questa esplosione è legata al numero esagerato di tamponi che vengono fatti, dieci volte in più di marzo, e con risultati che alla fine dicono che vi sia un 95% di soggetti senza sintomi».

Alcuni suoi colleghi però sono preoccupati per l’aumento dei ricoveri, per il sistema sanitario che non regge. «Guardiamo ai fatti: abbiamo tamponi positivi ma con virus inattivo e un aumento di casi che ci porta all’immunità di gregge. Pensiamo anche ai tanti  falsi positivi quando si scopre che hanno già sviluppato anticorpi. E inoltre pensiamo alle terapie intensive il cui numero è sotto controllo. Certo ci sono regioni più a rischio rispetto ad altre, dove, invece la situazione va monitorata. Ma io resto della mia idea: gli asintoimatici non sono positivi contagiosi. Rincorriamo ovunque questi soggetti che sono portatori sani ma che non infettano nessuno».

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