Scafati. Caos politico, 6 consiglieri chiedono la sfiducia del presidente del consiglio comunale

Adriano Falanga,  

Scafati. Caos politico, 6 consiglieri chiedono la sfiducia del presidente del consiglio comunale

Protocollata la mozione di sfiducia verso il Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio. Sono sei i firmatari, tutti di maggioranza. Daniela Ugliano e Antonella Vaccaro per Identità Scafatese, Pasquale Vitiello per Insieme Possiamo, Camillo Auricchio, Paolo Attianese e Anna Conte per gli Indipendenti di Fdi avevano già chiesto le dimissioni, ma di fronte al rilancio del sindaco Cristoforo Salvati hanno deciso per la sfiducia.

Il primo cittadino li aveva ricevuti lunedì mattina, ma piuttosto che mediare, ha chiesto loro in cambio le dimissioni dei rispettivi assessori di riferimento: Alfonso Di Massa e Grazia Ranucci per gli Indipendenti, Raffaele Sicignano per Identità Scafatese mentre per Insieme Possiamo, che non gode di assessore di riferimento, Salvati ha “pesato” la nomina dell’amministratore unico dell’Acse, Giovanni Marra, oltre alla rappresentanza nell’Ente Idrico Campano recentemente avuta da Vitiello. Una scelta dal chiaro sapore politico, siccome il Capo dell’Assise, a differenza della Giunta, non è nominato dal sindaco ma votato dalla maggioranza assoluta dei consiglieri comunali. Non solo, il manager della partecipata Acse, seppur di indicazione politica del gruppo Insieme Possiamo, è stato scelto dietro bando pubblico a cui hanno partecipato una ventina di candidati. Salvati e Santocchio sembrano essere convinti che dietro la richiesta di dimissioni si nasconde in realtà un “ricatto” politico, non diverso da quello già ampiamente portato avanti in questi mesi da altre forze di maggioranza, con lo scopo di ottenere posizioni o incarichi.C’è anche chi giura che la sfiducia parta a margine delle ultime elezioni regionali, quando almeno tre consiglieri dissidenti su sei hanno apertamente sostenuto il centrosinistra. La fiducia al sindaco e all’amministrazione non è però messa in discussione, tant’è che i sei hanno votato il bilancio consolidato (evitando il voto anticipato) ma sostenendo poi una mozione dell’opposizione, contrariamente alle indicazioni del sindaco. Lo stesso primo cittadino in Consiglio Comunale è apparso irritato, arrivando a perdere il suo bon ton e lanciare strali molto personali e poco politici all’indirizzo del segretario Pd e consigliere di minoranza Michele Grimaldi. Arriverà entro venti giorni in aula la sfiducia, da votare due volte a maggioranza assoluta entro dieci giorni, secondo lo Statuto comunale. Non è però detto che dall’opposizione possano arrivare i sette voti necessari per “spoltronare” Santocchio, in quanto più di un esponente, in attesa di leggere le motivazioni, ha già anticipato di non voler prestare il fianco alle beghe di maggioranza. Santocchio è però accusato dai suoi di non essere imparziale, di aver assunto più volte posizioni politiche e di aver detto ad un Consigliere comunale che aveva appena votato testuali parole “no, come a favore, non sai manco che stai votando, ingerendo di fatto nella votazione”, si legge nel documento.

CRONACA