Scuola, la protesta dei Dgsa contro i provvedimenti

Redazione,  

Nella gerarchia degli istituti scolastici dopo il Dirigente Scolastico troviamo il DSGA che per esteso tale acronimo significa Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi.Figura che svolge in prevalenza attività di tipo amministrativo, contabile e direttivo.Si tratta di un pubblico ufficiale che spesso si trova a lavorare anche al di fuori dei confini fisici dell’istituto scolastico nel quale è impiegato, svolgendo un’attività lavorativa di rilevante complessità e con rilevanza esterna.Si occupa della gestione del lavoro, organizza l’attività del personale ATA nel rispetto delle direttive dettate dal Dirigente Scolastico.E’ un profilo di alto livello, un professionista che opera a 360°, gerarchicamente secondo esclusivamente al Dirigente Scolastico.Nonostante, l’importanza, la delicatezza, la complessità, l’indispensabilità di questa figura scolastica che rappresenta il cuore della scuola insieme a tutto il personale ATA da lui diretto, per anni il governo ha ignorato l’urgenza di ricoprire i posti resisi vacanti negli anni a seguito pensionamenti, servendosi degli assistenti amministrativi che per ben 20 anni circa, chi con laurea e chi senza laurea e quindi ancor più da apprezzare, si sono prestati a soccorrere quelle scuole abbandonate a se stesse contabilmente e amministrativamente, facendosi carico di responsabilità enormi nella sottoscrizione di contratto annuale di utilizzazione come DSGA Facente Funzione accumulando negli anni professionalità, esperienza, formazione degne nella gestione e direzione proprie del profilo occupato. E’ stato un atto ignobile quello escogitato dal governo per ovviare ai ritardi accumulati nello svolgimento del concorso a posti di Dsga che ha messo alla porta in corso d’anno personale da anni incaricato a svolgere la funzione di Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi nonostante il contratto individuale di lavoro sottoscritto dall’Amministrazione e che ha durata annuale. Un governo che ostinatamente si è sottratto all’applicazione del Decreto Legge 126/2019 convertito dalla Legge 20 dicembre 2019 n. 159, dove all’art. 2, comma 6, riconosce la necessità di attivare “la progressione di carriera, estendendo l’articolo 22, comma 15, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 all’area dei direttori dei servizi generali e amministrativi” del personale assistente amministrativo di ruolo che abbia svolto a tempo pieno le funzioni dell’area di destinazione per almeno tre interi anni scolastici a decorrere dall’anno scolastico 2011/2012, nonostante ripetutamente ne sia stata fatta richiesta di applicazione sia dalle unità sindacali che dallo stesso coordinamento nazionale DSGAFF. Un governo che azzera la propria credibilità per aver generato l’attuale situazione di anarchia e di confusione.Un governo artefice di una colossale storia mai verificatasi di un personale dipendente della pubblica istruzione usati e beffeggiati, e ulteriormente mortificato, umiliato, ferito per l’amara decisione del Direttore Generale dell’USR Campania di non riconvocare sui restanti posti restati ancora liberi a seguito immissione in ruolo dei concorsisti.La storia dei Direttori Amministrativi facenti funzione delle scuole pubbliche. Prima sfruttati per anni, scalzati poi da un concorso ingiusto, revocati da una legge ad hoc, infine privati dalla possibilità di essere riconvocati per vedersi riconoscere il proprio diritto di precedenza per la posizione occupata in graduatoria di cui all’ex articolo 14 del CCNI sulle utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie per questo anno scolastico. Una vera e propria ingiustizia che si sta perpetrando sulla sorte di un personale che ha la colpa di essersi prestato a soccorrere l’emergenza scolastica che ha regnato per anni, mettendosi a dura prova sotto i riflettori dei Revisori dei Conti nella gestione non da poco conto di una realtà al quanto difficile e oggi più di ieri con l’emergenza COVID.

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