Sorrento, la Cassazione boccia l’ex sindaco Fiorentino «E’ incompatibile». Decadenza confermata

Salvatore Dare,  

Sorrento, la Cassazione boccia l’ex sindaco Fiorentino «E’ incompatibile». Decadenza confermata

Nulla di fatto. La Corte di Cassazione scrive la parola fine alla decadenza dalla carica di consigliere comunale e respinge il ricorso presentato da Marco Fiorentino. L’ordinanza è la numero 28329 dell’11 dicembre ed è stata pubblicata nei giorni scorsi. A firmare il provvedimento sono il presidente della prima sezione civile della Cassazione, Antonio Francesco Genovese, e la relatrice Laura Scalia. L’ex sindaco di Sorrento si era rivolto agli ermellini chiedendo di esprimersi sulla procedura amministrativa che nel gennaio 2018 portò il consiglio comunale dapprima a contestare l’incompatibilità dell’allora esponente di minoranza e poi a votare favorevolmente alla sua uscita dall’assise.

Motivo? La causa in corso tra lo stesso Fiorentino e l’ente con il Comune che tuttora reclama il rimborso di 108mila euro. Si tratta della quota della provvisionale che l’amministrazione dell’ex sindaco Giuseppe Cuomo, nel 2010, erogò alle parti offese della tragedia del primo maggio 2007 (Teresa Reale e Claudia Fattorusso Morelli restarono uccise all’uscita della basilica di Sant’Antonino perché colpite da una gru) anticipando la somma in nome e per conto di Fiorentino, imputato e condannato. Fiorentino contestava la bontà del procedimento aperto dal Comune per quanto riguarda l’incompatibilità. Le sue ragioni non sono state accolte, persistono motivi che gli impedivano già allora di sedere in consiglio comunale. Nel dettaglio, come viene evidenziato dai giudici, alla luce della messa in mora, l’ex primo cittadino non poteva far parte del civico consesso. Fiorentino ha sempre sostenuto che non poteva essere dichiarato decaduto perché nei suoi confronti mancava una sentenza definitiva in merito al debito. Ma la Cassazione spiega che «sfugge a siffatta previsione la necessità che del debito dell’amministratore o dipendente pubblico si dia una solidità da “giudicato” non derivando esso dall’accertamento di ragioni di responsabilità del primo verso l’amministrazione di appartenenza per un’attività che egli abbia nel pregresso svolta. Quanto rileva è piuttosto la mera esistenza di un debito liquido ed esigibile e la condotta di inadempimento o dipendente intimato». E ancora: «Come rimarcano i giudici di appello (del contenzioso civile sulla decadenza, ndr), del ricorrente, già sindaco di Sorrento, non è mai stata accertata la responsabilità nei confronti dell’ente descrivendo piuttosto la vicenda penale di cui il primo è stato protagonista. In tale contesto la sentenza esecutiva del Tribunale di Napoli rileva pertanto, quale mero titolo destinato a connotare come liquido ed esigibile il debito poi intimato dall’amministrazione nel procedimento definito dall’adozione della delibera di decadenza».

Fiorentino, ricandidatosi alle Comunali 2020 e non proclamato eletto perché ritenuto incandidabile, ha fatto ricorso al Tribunale di Torre Annunziata per “rientrare” in consiglio comunale. La sua posizione, da condannato definitivo in sede penale, rischia di spalancare le porte all’annullamento delle elezioni: il Tar deciderà il prossimo 3 marzo sul ricorso della famiglia Morelli.

CRONACA