L’incubo rifiuti senza fine, a Terzigno le ruspe marciano sulla monnezza

Andrea Ripa,  

L’incubo rifiuti senza fine, a Terzigno le ruspe marciano sulla monnezza

Sono ricominciati all’inizio di questa settimana gli interventi straordinari di bonifica e rimozione di rifiuti sul territorio comunale di Terzigno. Nei quartieri di periferia solitamente travolti dalle discariche, oltre agli operai della ditta incaricata di ripulire le zone da anni al centro di sversamenti selvaggi di rifiuti, anche speciali, sono arrivate le ruspe che hanno raccolto e spostato le montagne di spazzatura abbandonate ai bordi delle strade e rimaste lì per chissĂ  quanto tempo. Nel mirino della maxi operazione, che negli anni scorsi s’era concentrata nei pressi dei fondi agricoli travolti dalla “monnezza” e nelle stradine della frazione di Boccia al Mauro, alcuni dei quartieri che storicamente sono al centro dell’abbandono illecito di rifiuti. Strade pattumiera, invase per lo piĂą degli stracci contenuti nei bustoni neri lasciati dalle ditte tessili sempre piĂą attive sui territori dell’hinterland vesuviano. Tra via Aquini, via Vecchia Aquini e via Nespole della Monaca gli addetti della ditta in house del ministero dell’ambiente hanno ripulito la zona grazie all’utilizzo dei grossi camion in cui sono stati poi raccolti i cumuli di spazzatura. L’operazione – fortemente seguita negli anni dal sindaco Ranieri -, resa possibile grazie allo sblocco dei fondi del ministero dell’Ambiente, che mesi fa aveva “trattenuto” parte delle risorse destinate alla comunitĂ  di Terzigno, continuerĂ  nelle prossime settimane anche in altre aree della cittĂ  indicate dall’amministrazione comunale in una mappa dei quartieri a rischio stilata anni fa. Gli interventi di bonifica e pulizia straordinaria del territorio – giĂ  connessi con la maxi operazione effettuata nell’ex Cava Ranieri – rientrano in un accordo siglato anni fa dalla vecchia amministrazione Auricchio con il Governo a seguito dell’emergenza rifiuti che travolse la Campania. Terzigno accettò le discariche, in cambio strappò accordi per milioni di euro per ripulire tutto il territorio.

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