Torre del Greco, l’ultimo inno alla vita di Antonio: donati gli organi del cantante lirico

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, l’ultimo inno alla vita di Antonio: donati gli organi del cantante lirico
Il cantante lirico Antonio Mazza

Torre del Greco. Lo sguardo di Antonio tornerà a brillare negli occhi di chi oggi non può ammirare le bellezze del mondo. È l’ultimo inno alla vita del cantante lirico rimasto ucciso a inizio febbraio in un tragico schianto in moto lungo via Benedetto Cozzolino, la strada-killer tra Ercolano e Torre del Greco. Prima dello struggente addio all’interno della basilica di Santa Croce, infatti, i familiari del trentunenne – la mamma Antonella e il fratello Luigi – hanno autorizzato, come da volontà del giovane artista, l’espianto degli organi non danneggiati a causa dell’incidente: le cornee e il midollo osseo.

Il volontariato

L’ultimo gesto d’amore di Antonio Mazza suggella un percorso di vita costantemente indirizzato ai bisogni del prossimo, secondo gli insegnamenti ricevuti durante l’adolescenza all’interno dell’oratorio Vincenzo Romano di via Vittorio Veneto. A due passi da casa – il trentunenne abitava in viale Castelluccio, la lunga discesa di collegamento tra il centro storico e la zona mare della città – Antonio si era avvicinato, in scia alle orme del papà, al mondo della musica e alle associazioni di volontariato. Con il passare degli anni, la sua passione per il canto si era trasformata in lavoro – era diventato un apprezzato «basso» e si era  esibito in decine di teatri di tutta Italia – ma non aveva perso la genuina attenzione per i deboli. «Si era iscritto a un’associazione di donatori perchè credeva fermamente nella possibilità di regalare felicità anche dopo la morte – racconta un amico del quartiere con il viso rigato da una lacrima di commozione -. Ma non pensava potesse accadere così presto e in un modo così assurdo».

Le indagini

L’operazione per l’espianto di cornee e midollo osseo è stata eseguita al termine dell’autopsia ordinata dalla procura di Napoli, chiamata a fare piena luce sul tragico schianto. «Le cornee potranno restituire o regalare la vista a chi ha subito importanti lesioni agli occhi – spiegano i camici bianchi dell’ospedale Cardarelli di Napoli, dove il cantante lirico era stato trasportato dopo l’incidente in via Benedetto Cozzolino -. Naturalmente sarà garantito l’anonimato della donazione, ma la luce di Antonio brillerà nello sguardo di un fortunato ricevente». Gli accertamenti irripetibili disposti dal pubblico ministero incaricato dell’inchiesta, invece, non hanno consentito di donare ulteriori organi. Gli esiti dell’autopsia saranno noti entro 90 giorni. Al momento, risulta indagato – un atto dovuto, in attesa di chiarire precisamente la dinamica del sinistro – solo il conducente del furgone contro cui si è schiantata la moto guidata da Antonio Mazza. Secondo la prima ipotesi avanzata dagli agenti di polizia municipale di Ercolano, i primi a giungere sul posto, l’impatto frontale sarebbe stato provocato da un sorpasso azzardato. Un errore fatale, costato la vita al motociclista di soli 31anni cresciuto con il sogno di donare felicità al prossimo. Un sogno ora capace di andare perfino oltre la morte.

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