Ercolano, la Chiesa in campo contro i rifiuti: il prete anti-veleni si oppone alla discarica a San Vito

Alberto Dortucci,  

Ercolano, la Chiesa in campo contro i rifiuti: il prete anti-veleni si oppone alla discarica a San Vito
L'area della futura isola ecologica a Ercolano

Ercolano. La crociata era stata lanciata dai banchi dell’opposizione in consiglio comunale: «Salviamo San Vito da una nuova valanga di rifiuti», il grido di battaglia di Piero Sabbarese, l’ex segretario cittadino del Pd passato con Azione e diventato il principale – in certi momenti, l’unico – avversario del sindaco «bulgaro» Ciro Buonajuto.

Adesso è direttamente la Chiesa a scendere in campo per frenare il progetto per la realizzazione di un centro servizi della Nu nell’ex cementificio di via Focone, strappato alla camorra e destinato a diventare – secondo i piani della squadra di governo cittadino guidata dal leader locale di Italia Viva – una maxi isola ecologica con vista Vesuvio.

Uno scempio ambientale – secondo gli abitanti della zona e non solo – davanti a cui il prete anti-veleni Marco Ricci ha deciso di dire basta, sostenendo pubblicamente la raccolta di firme per scacciare l’incubo-discarica: la «petizione   episcopale» porta la firma della diocesi di Napoli e della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di via Palmieri e vuole essere una «chiamata alle armi» per i cittadini green di Ercolano. «Diciamo basta allo sversamento legale o illegale di ogni tipo di rifiuto che avviene da 40 anni in quest’area a ridosso del parco nazionale del Vesuvio – recita il manifesto diffuso via social da padre Marco Ricci -. I cittadini di San Vito e di tutte le zone limitrofe pagano sempre il prezzo più alto in termini di cattiva amministrazione».

Una presa di posizione ambientale e politica, accompagnata da una ferma rivendicazione: «Chiediamo che la zona sia valorizzata per un turismo sostenibile – conclude il documento condiviso dal parroco del Sacro Cuore di Gesù – in grado di creare migliori opportunità economiche per tutti i cittadini di Ercolano e non sia destinata a soddisfare miopi interessi contrari a quelli dell’intera cittadinanza». Un atto d’accusa pesante come un macigno, in particolare se lanciato da un prete conosciuto in tutto il territorio per le sue battaglie a difesa del territorio.

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