L’addio di Filippelli: “Il delitto Cerrato una ferita aperta per tutti”

Salvatore Piro,  

L’addio di Filippelli: “Il delitto Cerrato una ferita aperta per tutti”

Torre Annunziata. “L’omicidio di Maurizio Cerrato è una ferita profonda, ancora impressa nella carne viva di questa città. Lascio però la Procura di Torre Annunziata, una terra per anni stuprata dalla camorra, con un bilancio positivo nella lotta al crimine, un forte segnale di riscatto.

I successi più grandi? Due: la confisca di Palazzo Fienga dove il clan Gionta, fino al 2015, pianificava agguati e nascondeva latitanti, poi il sequestro di Villa Tamarisco al rione Poverelli. Un quartiere dove dei bambini sono stati violentati, dopo scuola, e dove i Tamarisco, nella loro Villa, hanno ammazzato delle persone. Ora, questa Villa è nelle mani dello Stato”.

Così Pierpaolo Filippelli – il pm anticamorra che con le sue prime indagini, avviate sedici anni fa all’ombra del Vesuvio, decapitò il clan Gionta all’esito del maxi-processo Alta Marea – ha lasciato ieri l’incarico di procuratore aggiunto presso il Tribunale di Torre Annunziata. Magistrato in prima linea nella lotta alle cosche  della Campania, arrivato in città il 21 novembre 2015 per affiancare l’allora procuratore capo Alessandro Pennasilico, Filippelli infatti sarà il nuovo procuratore aggiunto dell’ufficio inquirente di Napoli. Uno scatto di carriera, una nomina prestigiosa, festeggiata non senza lacrime dallo stesso pm, che ieri alle 13:30 ha detto addio a “un ufficio di Procura con le vetrate a vista sul mare e sul Vesuvio, ma con giurisdizione su di un territorio infestato e violentato da una camorra che, per anni, ha dato prova di una violenza generale spesso messa in atto con modalità brutali e omicidi come quello di Maurizio Cerrato” ha detto Filippelli “ucciso da ultimo in maniera oscena”.

Parole durissime, ma che infine hanno lasciato spazio “alla speranza del riscatto” quelle pronunciate da Filippelli nel corso di un’affollata cerimonia di commiato che ieri, al Tribunale di Torre Annunziata, ha visto la presenza, tra gli altri, degli avvocati del Foro oplontino, dei rappresentanti della locale sezione Anm, di tutti i sostituti procuratori di Torre Annunziata. E poi dell’ex procuratore capo, Sandro Pennasilico, dell’attuale capo della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso.

Pennasilico, nel salutare Filippelli (componente dell’Associazione Nazionale Magistrati di Napoli), ha spostato il tiro sulla “necessità che tutti, compresi pm e giudici, mostrino un’ulteriore capacità di equilibrio nell’amministrare giustizia. Sarà necessario per evitare nuovi casi Palamara (Luca, ex presidente dell’Associazione magistrati, radiato lo scorso ottobre dopo lo scandalo sulle presunte nomine aggiustate e un’indagine per corruzione in corso presso la Procura di Perugia, ndr) e altre cose terribili successe di recente”.

Pierpaolo Filippelli, ieri, ha colto l’assist fornitogli dall’ex procuratore Pennasilico, allargando ulteriormente gli orizzonti sugli ultimi scandali che stanno minando la credibilità del sistema giustizia. “E’ necessario che l’Anm sia organo promotore, a livello nazionale, di una manifestazione nelle carceri (il riferimento è ai pestaggi avvenuti il 6 aprile del 2020, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, ad opera di alcuni addetti alla Polizia Penitenziaria nei confronti dei detenuti al reparto Nilo) che riaffermi la funzione rieducativa della pena. Il carcere – ha concluso Filippelli – non significa abbrutimento e mortificazione”. “Non sono contento, perdo un insostituibile compagno di percorso, un investigatore eccezionale” il saluto a Filippelli dell’attuale procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso “abbiamo insieme raccolto e forse vinto una sfida impossibile: non far rimpiangere il lavoro dell’ex procuratore Pennasilico in un territorio come questo, difficile e ahimè disgraziato”.

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