Torre del Greco, il flop delle pari opportunità: «Solo spot, sprechi e passerelle»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il flop delle pari opportunità: «Solo spot, sprechi e passerelle»
L'ex vicesindaco Romina Stilo e il sindaco Giovanni Palomba

Torre del Greco. Sembrava fosse una priorità dell’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba, pronta a lanciare un messaggio chiaro a tutte le donne del territorio: «Non sarete mai sole», la promessa dello storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio in tandem con la «delegata rosa» Iolanda Mennella. Uno spot rimasto, come la maggioranza degli impegni assunti dalla carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle elezioni delle 20 euro, lettera morta. Perché, a oggi, la commissione pari opportunità del Comune resta «fantasma».

Con buona pace delle «selezioni» svolte dall’ente di palazzo Baronale e del successivo «esame delle domande» effettuato dalla commissione affari generali all’epoca presieduta dall’avvocato Gaetano Frulio, oggi presidente del consiglio comunale: l’ennesimo schiaffo – metaforico, ma non meno doloroso – a chi ogni giorno lotta sul campo per la parità di genere e per cancellare ogni deriva sessista.

«Le parole sono inutili se non accompagnate dai fatti – l’affondo di Romina Stilo, l’esponente dell’opposizione in consiglio comunale intenzionata a riportare la questione al centro del dibattito politico -. Nell’ultimo anno e mezzo, nessuno si è preoccupato di costituire la commissione pari opportunità: l’unico interesse è stato nominare la delegata rosa, evidentemente gradita a qualche fedelissimo del sindaco».

Un chiaro riferimento all’assessore ai lavori pubblici Felice Gaglione – partner elettorale di Iolanda Mennella – accompagnato da una bordata destinata a scatenare nuove polemiche in municipio e non solo: «È dovere di un’amministrazione comunale – ricorda l’ex vicesindaco di Ciro Borriello – garantire pari diritti ai suoi abitanti, in tutti gli ambiti consentiti dalla legge. Ma qui si pensa a nominare i delegati, alle passerelle pubbliche e a spendere i soldi della collettività in iniziative di cui non si hanno riscontri particolari in città. Il tutto senza il supporto di un organismo capace di affrontare seriamente tali problematiche lontano dai riflettori. La commissione pari opportunità ha il compito di predisporre proposte per promuovere le azioni necessarie a rimuovere qualsiasi tipo di discriminazione nonché a garantire l’eguaglianza nei diritti e la parità tra i generi. Ma, a quanto pare, sindaco & company sono i primi a “discriminare” le quote rosa: delegato senza competenze sì, commissione pari opportunità no».

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