Caos rifiuti a Torre del Greco, l’ombra di due ditte dietro le «ingerenze politiche» denunciate dalla Buttol

Alberto Dortucci,  

Caos rifiuti a Torre del Greco, l’ombra di due ditte dietro le «ingerenze politiche» denunciate dalla Buttol
Rifiuti all'angolo di palazzo Baronale

Torre del Greco. Dietro le «ingerenze politiche» denunciate dalla ditta Buttol ci sarebbe lo spettro di due colossi ambientali del Nord Italia – evidentemente «graditi» all’ombra del Vesuvio – pronti a subentrare all’azienda Nu con sede legale a Sarno nella gestione. è l’inquietante retroscena della «guerra della monnezza» a Torre del Greco, destinato a finire sotto i riflettori della procura di Torre Annunziata.

La minaccia d’addio

Il banco dell’appalto da 46 milioni e spiccioli aggiudicato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba poteva saltare a fine 2020, quando i vertici della ditta Buttol paventarono – attraverso una nota inviata in municipio – la possibilità di una richiesta di risoluzione del contratto «per gravi inadempienze dell’amministrazione comunale derivanti dal mancato incasso dei corrispettivi Conai per un ammontare di circa 900.000 euro l’anno». La questione era stata poi «congelata» in attesa di un accordo da chiudere entro il mese di giugno: la trattativa non è stata neanche intavolata, ma la minaccia d’addio potrebbe avere spinto qualcuno a sondare la disponibilità di alcune aziende ambientali a prendere in mano il cantiere della quarta città della Campania.

Le voci di dentro

Nelle ultime settimane – insieme alle ripetute «sollecitazioni» provenienti dai referenti della Nu di palazzo Baronale – all’interno del cantiere della ditta Buttol sarebbero cominciati a circolare con insistenza i nomi di due colossi del settore con sede al Nord Italia, ma già presenti in diverse città della Campania. In pratica: in caso di addio agli attuali concessionari dei servizi di igiene urbana, ci sarebbero già in potenziali successori nelle more di una nuova gara. Un «film» già visto in città e capace di alimentare dubbi e sospetti. D’altronde, finché alla guida dell’ufficio ecologia del Comune c’era la geologa Claudia Sacco – l’ex assessore alle politiche sociali nominata «a progetto» e trasferita dal sindaco Giovanni Palomba dietro esplicita richiesta del nuovo alleato Luigi Mele – le contestazioni erano ridotte al lumicino. Delle due, quindi, l’una: o la precedente gestione – incaricata a progetto – era eccessivamente «morbida» oppure il «nuovo corso» spinge sull’acceleratore per cambiare gestione.

L’affondo della Buttol

Non a caso, in risposta all’ultima nota di contestazione inviata dal dirigente del settore ambiente, i vertici della ditta Buttol hanno denunciato «ingerenze della politica, paradossalmente andate crescendo nel corso dell’appalto e divenute dirette disposizioni di servizio per i lavoratori del proprio cantiere». Lo stesso cantiere in cui, da diversi giorni, circolano i nomi di due colossi ambientali del Nord Italia eventualmente disponibili a prestare servizio in città.

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