Inferno a Torre del Greco, incendia l’auto della sua ex. La vittima: «Liberatemi da questa belva»

Vincenzo Lamberti,  

Inferno a Torre del Greco, incendia l’auto della sua ex. La vittima: «Liberatemi da questa belva»

Da due anni in fuga, lontano dalla propria città e costretti a scappare per evitare ripercussioni e vendette. Una coppia, che oggi vive a Torre del Greco, è stata costretta a lasciare la casa nel Casertano dove viveva la donna a causa di una serie di episodi poco chiari che si sono verificati nel corso del tempo. L’ultimo, più grave, in ordine di tempo l’esplosione dell’auto della coppia che si trovava parcheggiata sotto casa. In mezzo, poi, una serie di esposti relativi a numerose minacce di morte che sarebbero arrivate all’indirizzo della coppia. Telefonate nel cuore della notte, citofonate e una pressione psicologica che è esplosa con lo scoppio dell’auto. «In quel momento – racconta oggi Alberto C. abbiamo deciso di venire a Torre del Greco e vivere in sicurezza. Da quella notte facciamo gli accampati e non siamo ritornati nella città di origine della mia compagna se non con qualcuno che ci ha accompagnato sporadicamente a vedere le condizioni del nostro appartamento». Ovviamente relativamente all’episodio dell’auto esplosa la coppia che oggi vive a Torre del Greco ha presentato denuncia. E’ stata aperta un’inchiesta nella quale spicca la relazione dei vigili del fuoco. Che hanno anche allegato le dichiarazioni della coppia che, in quel periodo era particolarmente preoccupata per il continuo aumentare di minacce e aggressioni verbali. Nel corso di questi 24 mesi però Alberto e la sua compagna hanno presentato numerose denunce, molte delle quali non hanno ancora avuto un esito. «Anzi – commenta il compagno della donna oggetto di stalking – dobbiamo dire con amarezza che il giudice ha anche archiviato quegli esposti che avevamo presentato. Per questo motivo abbiamo chiesto i fascicoli delle denunce per poter capire perché su alcune delle nostre segnalazioni non si sia proceduto». Singolare è un aspetto che Alberto sottolinea: «Quando la mia compagna ha ricevuto una serie di minacce di morte per telefono abbiamo subito presentato denuncia. Da quello che sappiamo ed abbiamo appurato – spiega ancora l’uomo – la Procura avrebbe anche identificato il titolare della scheda telefonica usata per le minacce. Vorremmo sapere se i magistrati hanno interrogato la persona che è stata identificata per capire se esistano motivi di vicinanza con quelli che potrebbero essere gli ispiratori di quel gesto». La vita di Alberto e della sua compagna è ancora oggi un calvario fatto di ricordi e di paure. «Abbiamo vissuto e stiamo vivendo giorni terribili – dichiarano – sempre nel terrore che qualcuno possa farci del male». Chiedono per questo motivo di essere protetti e tutelati ma soprattutto chiedono anche che le indagini per appurare eventuali reati commessi ai loro danni procedano con celerità.

CRONACA