Angri in D. Lanzione: «Un’emozione per sempre»

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Angri in D. Lanzione: «Un’emozione per sempre»

Un’emozione per sempre. Il tripudio di “Piazza Doria” sarà una scena che Armando Lanzione, presidente dell’Angri, difficilmente dimenticherà. Ha esultato come massimo dirigente ma anche da primo tifoso perché questi colori li ha cuciti addosso fin dalla nascita. Vincere nella propria città non è mai semplice. Lanzione, insieme a tutte le componenti societarie, è riuscito finalmente a riportare questa società nella LND dopo annate molto difficili.

Presidente, che effetto le ha fatto vedere quasi 5.000 persone festanti dal casello della 268 di Angri fino al centro città per questa promozione. “Nemmeno in Lega Pro hanno visto quest’anno un’affluenza così alta di pubblico nelle gare interne. Non lo dico perché sono presidente di questa società, ma ci sono dei dati che lo attestano. Abbiamo fatto praticamente sempre sold out in casa e fuori. I biglietti sono andati a ruba in ogni gara, questo testimonia la passione e la fame di calcio della città di Angri. Il nostro pubblico è stato davvero il dodicesimo uomo in campo. L’accoglienza dopo la finale è stata da brividi. Vedere quella folla oceanica è stata una gioia, ma al contempo uno stimolo per il futuro”.

Guardando l’organigramma balza subito all’occhio un’organizzazione societaria che non ha nulla da invidiare anche a club professionistici.

“La nostra società è molto manageriale. I successi senza organizzazione non arrivano. Crediamo fermamente nel marketing e nella comunicazione. Il nostro club è formato dalla Grigiorossi SRL con a capo Ferdinando Elefante il quale si occupa dell’azionariato imprenditoriale. Accanto a questa società c’è poi la Società Sportiva Dilettantistica Angri 1927 di cui sono il presidente. La Grigiorossi SRL rappresenta il polmone finanziario dell’intera struttura. La nostra forza è stata quella di non sbandierare ai quattro venti gli obiettivi pur avendo la consapevolezza di essere forti. Preferiamo sempre sia il campo ad essere il giudice insindacabile, le parole da sole non ti fanno vincere”.

In passato lei ha ricoperto la carica di ispettore delegato della Lega Pro. Ci spiega la scelta di abbandonare quel ruolo per dare anima e cuore all’Angri.

“È stata molto sofferta come decisione. Quando mi è stato proposto di rappresentare la cordata imprenditoriale non potevo dire di no. L’amore che nutro verso la città e questo club è stato più forte di tutto. Ho fatto un grosso sacrificio lasciando la Lega Pro, un settore in cui avevo raggiunto anche una mia realizzazione professionale”.

Cosa significa fare il presidente dell’Angri? “Significa essere il sindaco della passione di tutti gli angresi. È un ruolo che mi onora. Veda, riallacciandomi al discorso della grande passione del nostro tifo, reputo i tifosi come azionisti morali di una società di calcio. I presidenti, gli allenatori, i calciatori passano: quello che resta è la passione di un territorio che si riconosce nella tua squadra”.

Nell’ultima stagione ci sono stati non pochi problemi nel giocare al Novi. Non è che il prossimo anno può riservare brutte sorprese in tal senso?

“A breve ci vedremo con il Comune, faremo delle richieste specifiche per la D. La sede naturale dell’Angri è il Novi, non ci sarà nessuno che potrà togliercelo. Dovesse accadere il contrario, non sarà per volontà nostra. Abbiamo avuto molti disagi quest’anno, siamo stati costretti ad allenarci fuori città perché il campo era utilizzato dal San Marzano. Il Comune non ci ha mai sostenuto. In più non potevamo dare visibilità agli sponsor al Novi, un danno economico non di poco conto. Per evitare perdite, abbiamo dovuto noleggiare ad ogni gara interna un videowall per dare spazio ai tanti sponsor che ci hanno sostenuto. Attendo di incontrarmi con il sindaco per fare un punto della situazione. Nelle prossime settimane ne sapremo di più”.

Non ama fare proclami e nemmeno tante parole, ma almeno può dirci che Angri sarà in D?

“Vedremo. Ci andremo a confrontare con un calcio diverso rispetto a quello fatto finora. Come sempre, a prescindere, daremo il massimo per onorare la maglia e la grande passione della nostra gente”.

Bruno Galvan

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