La toga in bici in viaggio verso Capo Nord fa tappa ad Auschwitz

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La toga in bici in viaggio verso Capo Nord fa tappa ad Auschwitz
Nella foto l'avvocato stabiese Michele Di Somma

Castellammare. Continua senza sosta ma con grande fatica la “corsa” di Michele Di Somma, l’avvocato in bici, come si fa chiamare sul suo profilo instagram verso Capo Nord. Una tappa doverosa, quella della toga stabiese che ha deciso di dedicare le proprie vacanze a una sfida davvero impegnativa, è stata quella al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Un momento di grande emozione, quello raccontato dall’avvocato stabiese, che ha immortalato quei momenti sui suoi social. Il pensiero alle migliaia di persone morte per mano dell’uomo. La follia della razza ariana che determinò la Shoah, l’eliminazione fisica degli ebrei ritenuti dai nazisti esseri inferiori. E’ una vera e propria sfida con se stesso quella che Michele Di Somma, non nuovo a viaggi del genere ha deciso di intraprendere lo scorso tre luglio. Partito da a Castellammare di Stabia parte alla volta di Capo Nord. Michele Di Somma ha già toccato metà delle 35 tappe prima di arrivare a Capo Nord. “Poi il ritorno dovrebbe essere un pò più age- vole” dichiarava a Metropolis. Due mesi pieni in sella alla sua bici: girando il mondo verso Nord, attraversando tutta l’Europa. “Una passione che mi ha trasferito mio padre che è un camperista. Chiacchierando con lui ho capito che Capo Nord è un obiettivo di tutti quelli che ama- no viaggiare. Così mi sono detto: perchè non provarci?” il ricordo di Di Somma. Che non è nuovo ad iniziative del genere: dopo aver letteralmente girato l’Italia in bici nel 2020, con la pubblicazione del libro #ILMIO- GIRITALIA, e “riscaldato i muscoli” con il Cammino di Santiago nel 2021 e con la recen- te avventura sui pedali da Pompei a Cesenatico e ritorno, l’impavido legale ha intrapreso un Tour nord-europeo che lo vedrà attraversare in sella ben 19 Stati, inclusa l’Italia. Circa 10.000 km, con destinazione regina. Un’impresa davvero ambiziosa, dove ogni luogo di sosta è stato scelto meticolosamente per assaporare storia, cucina, arte e natura locali. O per ricordare, come accaduto ai campi di concentramento. Nessuna data certa per ora, perché nell’affron- tare un viaggio così lungo non si possono ignorare imprevisti, anche piacevoli. Il viaggio di Michele continua.

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